A quasi quattro anni dal sisma che colpì l’Emilia-Romagna, Paolo Calvano fa il punto sul lavoro fatto dalla Regione per la ricostruzione

Il 20 maggio saranno trascorsi quattro anni da quella prima scossa di terremoto che ha colpito così duramente la vita, il tessuto produttivo e sociale dei nostri territori. Molto è stato fatto per ricostruire, per ridare un futuro a chi in pochi secondi ha perso tutto e le istituzioni della nostra Regione, a tutti i livelli, si sono impegnate dal primo momento per affrontare da subito l’emergenza. Un impegno che non è mai venuto meno anche nelle fasi successive: nell’ultimo anno e mezzo, a partire dall’inizio di questa legislatura, abbiamo messo in campo azioni concrete che ci hanno aiutato ad affrontare al meglio la ricostruzione, e senza un dialogo diretto con il Governo tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Abbiamo liquidato più di 1,4 miliardi di Euro con un tasso di risposta alle domande pari al 76%. Quasi 1800 imprese hanno potuto beneficiare delle agevolazioni fiscali delle Zone Franche Urbane clicca qui per maggiori dettagli.

Sono numeri che ci danno il senso di quante cose sono accadute in questi quattro anni e di quanto siamo stati capaci di fare: nessun territorio può essere pronto a un terremoto o essere abituato ad affrontare situazioni come questa, a partire dalla mole così imponente di pratiche, abbiamo dovuto rincorrere la necessità di un adeguamento dell’azione pubblica e privata. Ci siamo impegnati e questi numeri testimoniano questo impegno, perché stanno a significare che abbiamo percorso la strada giusta lavorando per raggiungere obiettivi concreti per migliorare la vita delle persone, per far si che un patrimonio industriale fatto di lavoro, innovazione e eccellenza potesse trovare qui gli strumenti per ripartire, senza la necessità di trasferirsi altrove.

Tutto ciò è stato possibile perché tutti gli attori istituzionali coinvolti hanno saputo giocare di squadra. E una ulteriore dimostrazione di questo sono i 70milioni che il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha sbloccato il 1 maggio scorso per il recupero dei beni culturali ecclesiastici e pubblici danneggiati dal terremoto nelle province di Ferrara, Modena e Reggio (Ducato Estense).

Proprio in questi giorni, poi, la UE ha concesso una proroga fino al 31 dicembre 2018 per i benefici fiscali e gli adempimenti per i risarcimenti per le imprese agricole danneggiate dal terremoto: una vera boccata di ossigeno per uno dei comparti produttivi più importanti della nostra regione. E’ il segno che la ricostruzione post-sisma va avanti grazie al lavoro della filiera politica ed istituzionale che dagli enti locali emiliani passa dalla Regione e dal Governo nazionale e fino all’Unione Europea.

Sono passati quattro anni dal terremoto, molto risultati sono stati raggiunti e  posso assicurare che se ci saranno altri passi da fare come Assemblea siamo pronti a sostenere l’azione della Regione e del Commissario.