Il presidente del Pd in Regione Stefano Caliandro attacca in aula la Lega Nord e sostiene una Risoluzione che ha lo scopo di avviare il negoziato tra Regione e Governo

È stata votata in Assemblea Legislativa la Risoluzione per impegnare il Presidente ad instaurare un negoziato con il Governo per il riconoscimento alla Regione Emilia-Romagna di forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’art. 116, comma III della Costituzione.

“Questa Assemblea è grata al presidente Bonaccini per l’avvio del percorso di richiesta di una maggiore autonomia che renderà più forte l’Emilia-Romagna, nel pieno rispetto del principio perequativo e solidaristico sancito dalla Costituzione e su cui si fonda l’unità nazionale. Si tratta di una proposta di buon senso attenta all’interesse della collettività, come da sempre siamo abituati a fare in Emilia-Romagna”. Con queste parole il presidente del Gruppo Pd Stefano Caliandro è intervenuto in Aula all’interno del dibattito sulla richiesta di maggiore autonomia regionale, attaccando direttamente la Lega Nord con un’argomentazione molto chiara “L’Emilia-Romagna ha deciso di non buttare via 14 milioni di euro come fa la Giunta veneta del presidente Zaia – ha affermato Caliandro – in un referendum che non è neppure previsto dalla procedura indicata dall’articolo 116 della Costituzione e che nulla aggiungerebbe al dibattito animato in queste settimane. Ricordo che quando ne ha avuto l’occasione, la Lega Nord non è riuscita a ottenere l’autonomia di Lombardia, Veneto e Piemonte nonostante il centrodestra fosse al governo nazionale oltre che regionale”. Dunque, insiste Caliandro, “meglio un federalismo responsabile di quello urlato, che non porta a risultati. E con maggiore autonomia, l’Emilia-Romagna potrà fare un grande salto di qualità”.

Ciò che chiede la Risoluzione votata in Assemblea Legislativa è di “poter gestire direttamente materie fondamentali per lo sviluppo di questa Regione, coerentemente con le priorità del programma di Mandato, declinate e condivise con le parti sociali nel Patto per il lavoro e al centro dell’attività amministrativa. Quattro aree strategiche, 1. Lavoro e formazione; 2. Imprese, ricerca e sviluppo; 3. Sanità; 4. Governo del territorio e Ambiente, sostenute da risorse certe e programmabili, che risulteranno ambiti cruciali per l’ulteriore sviluppo del territorio e della sua crescita sociale”.

“Per realizzare questo ambizioso progetto – conclude Caliandro – la Regione Emilia-Romagna aveva bisogno di presentarsi al negoziato col Governo con una proposta forte e credibile: ancora una volta non seguiamo la strada della propaganda ma procediamo convintamente nel percorso di una politica concreta, responsabile, quella che produce effetti e non si limita solo ad annunci e buoni propositi”.