Nell’anniversario dal quel tragico evento, il presidente del Gruppo Pd in Regione Stefano Caliandro, fa un bilancio della ricostruzione

“La data del 20 maggio 2012 marca il ricordo di un trauma che ha profondamente segnato una terra tenace e produttiva come l’Emilia-Romagna. Da allora non si è mai smesso di adempiere a quell’opera morale e materiale di ricostruzione di cui oggi è doveroso tracciare un bilancio. Sono passati cinque anni e il primo pensiero va innanzitutto a chi non c’è più, alle vittime e alle loro famiglie, a chi ha perso tutto”. Così commenta il presidente del Gruppo Pd in Regione, Stefano Caliandro, nel quinto anniversario del terremoto che ha colpito l’Emilia.

“Vittime nella maggior parte dei casi della scossa del 29 maggio, quei lavoratori e imprenditori sorpresi da un nuovo terremoto mentre si adoperavano per rimettere su capannoni e aziende piegate dalle prime scosse della settimana precedente, segno dell’operosità di una terra che si è messa subito in moto per ricominciare: alle loro famiglie va l’abbraccio dell’intera comunità regionale”.

“Per la ricostruzione privata, case e imprese, sono già stati stanziati quasi 4 miliardi di euro; 417 le scuole ripristinate, 118 quelle costruite nuove in piena aderenza alle normative antisismiche e dotandoci di robusti anticorpi perché alla parola ricostruzione fosse accostata la parola legalità. Un impegno pubblico nella ricostruzione a cui si è aggiunta la straordinaria generosità di tanti donatori privati, dalle altre Regioni e anche da altri Paesi, a cui siamo riconoscenti e che ci sprona ulteriormente nel nostro lavoro di ricostruzione – prosegue il consigliere regionale del PD – Proprio perché siamo consapevoli di quella generosità e perché ricordiamo come una ferita ancora aperta il dramma del Maggio 2012, crediamo non debba venire meno l’aiuto che l’Emilia-Romagna sta continuando a dare ai territori del Centro-Italia colpiti dal sisma di pochi mesi fa, e bene hanno fatto il Presidente Bonaccini e il Presidente ANCI Manca a continuare a chiedere ai sindaci emiliano-romagnoli di sostenere quei territori con l’invio di tecnici e funzionari che sostengano il lavoro di ricostruzione”.

Dopo Papa Francesco e il Presidente Gentiloni, il 29 maggio a Mirandola (Modena) e Pieve di Cento (Bologna) ci ha fatto  visita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: a lui abbiamo consegnato la testimonianza di come lo sforzo che unitariamente siamo riusciti a mettere in campo, ad ogni livello amministrativo e con il pieno coinvolgimento delle forze sociali, sia stato ed è il tratto distintivo di quello spirito di comunità che in questi 5 anni ha rappresentato il migliore impulso all’opera di ricostruzione”, conclude Caliandro.