Ieri il consigliere Giorgio Pruccoli (Pd) ha depositato una risoluzione che, appena approvata, impegnerà la Giunta regionale a chiedere al Consiglio Grande e Generale (il Parlamento monocamerale della Repubblica di San Marino) di tenere nella dovuta considerazione i due progetti di legge presentati al Consiglio dal Comites (l’organo che rappresenta gli italiani residenti all’estero). Nei due progetti si chiedono: un abbassamento da 25 a 15 anni degli anni di residenza (di cui 10 di dimora effettiva) per chiedere la cittadinanza; un abbassamento da 15 a 10 anni per ottenere la naturalizzazione del coniuge e la possibilità di mantenere la doppia cittadinanza; l’estensione dell’elettorato attivo e passivo agli stranieri residenti a San Marino da almeno 5 anni.

Pruccoli ritiene che lo Stato sammarinese debba tenere in considerazione le istanze dei tanti italiani che vivono e lavorano in Repubblica in ragione “della peculiarissima prossimità geografica fra la Regione Emilia-Romagna e lo Stato di San Marino che ha portato le due Istituzioni a coltivare nel tempo rapporti costanti, spesso confluiti in Protocolli che ne regolano i diversi aspetti della vita sociale e civile” – si legge nella risoluzione – “Quotidiane sono anche le occasioni di scambio e contatto fra i cittadini e non è raro che, specialmente i riminesi, spesso si trovino ad avere il proprio centro d’interessi economici ed affettivi entro la confinante Repubblica”.

“In particolare – conclude Pruccoli – mi sembra davvero gravosa la scelta imposta al momento della naturalizzazione, ovvero l’ obbligo di rinuncia alla cittadinanza italiana”