Il consigliere regionale Gianni Bessi è intervento ieri al Festival dell’Energia X edizione a Milano 7 / 10 giugno 2017 e al working groups Imprese e territorio

«Se vogliamo costruire un’opportunità per un futuro dove l’energia viene fornita dalle fonti ‘pulite’, forse sarebbe meglio investire sulla formazione, sull’educazione scolastica e universitaria. Gli incentivi hanno sicuramente un effetto di ‘sostegno’ immediato per la ‘rivoluzione energetica’ che, pur restando nel solco di un percorso inevitabile verso l’utilizzo delle rinnovabili (insieme all’incremento del mix energetico), sposta completamente l’ottica strategica. Insomma, l’investimento sui nostri giovani, sui tecnici e i progettisti di domani è una scelta di lungo respiro, lungimirante». Intervenendo al Festival dell’energia, il consigliere Pd alla Regione Emilia-Romagna Gianni Bessi ha lanciato – a sorpresa – questa proposta: «I nostri giovani debbono avere tutte le opportunità di impiegare la propria intelligenza nei campi dell’innovazione tecnologica, scientifica ed ecologica. Solo in questo modo potremo affrontare in maniera efficace la partita della crescita economica e culturale di questo Paese».

La scuola, insomma, come primo elemento di un progetto che guardi avanti e si preoccupi di aiutare i cittadini ad accogliere le buone pratiche, a dare fiducia al sapere scientifico e alla conoscenza, a sapersi difendere dalle notizie false. Una scuola non solo orientata a formare professionalità per il lavoro ma anche luogo per concretizzare una nuova formazione dei comportamenti.

Uno dei concetti su cui Bessi ritiene che debba basarsi questo nuovo approccio è l’etica. «Servono un’etica del consumo, del lavoro, del sapere. Un’etica che ci permetta di mantenere le promesse, di realizzare le idee e di non limitarle al passaggio di una dichiarazione ufficiale». L’ipotesi di investire sulle giovani generazioni viene declinata dal consigliere regionale anche in termini pratici, con la proposta di sostenere finanziariamente chi decide di intraprendere studi tecnici, sia alle superiori sia, ovviamente, all’università. «Cominciamo a spiegare anche a scuola cosa sia l’energia e perché sia così importante: per l’industria in primo luogo ma anche nella vita di ogni giorno. Così come servano persone che sappiano sviluppare progetti per produrre questa energia in maniera sempre più pulita e anche come costruire sistemi che ne consumino sempre meno».

Bessi ha concluso il suo intervento rifacendosi a uno dei più grandi scienziati italiani degli ultimi 60 anni, Umberto Veronesi. «Veronesi diceva che la scienza ha un linguaggio universale, che permette il dialogo anche dove pare impossibile. Che si fonda sul rispetto delle posizioni altrui e si nutre del dubbio e del rifiuto di ogni dogmatismo. In questo senso, il progresso scientifico resta la risposta di un’umanità evoluta alle tentazioni retrograde e assolutistiche. E qui mi permetto di aggiungere che non è stare nei salotti buoni, a dissertare di google car, di periferie e smart energy, ma di affrontare la realtà con pragmatismo».