Per quest’anno il servizio sanitario regionale potrà contare su quasi 8,2 miliardi di euro. La maggior parte dei finanziamenti, 7,5 miliardi di euro, sono destinati a finanziare i Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario pubblico, nazionale e regionale, offre a tutti i cittadini, gratuitamente o con il concorso di una quota di partecipazione (ticket).

«La bozza di delibera ci pone di fronte al problema della sostenibilità e del governo dei servizi in un quadro di risorse disponibili calante, basti pensare che il fondo di riequilibrio si riduce del 50%. Fatto salvo il finanziamento specifico per farmaci oncologici ad alto costo e farmaci innovativi che hanno in capitolo apposito, per Ferrara, che come Piacenza è una provincia di confine con popolazione anziana, nonostante il fattore correttivo introdotto rispetto alla quota capitaria (assegnazione di risorse in base al numero di abitanti) che tiene conto dell’indice di vecchiaia per le risorse finalizzate all’assistenza degli over 75, risulta difficile sviluppare i servizi domiciliari, la presa in carico ambulatoriale della cronicità, la prossimità dell’assistenza senza strumentazioni adeguate». Queste le parole della consigliera regionale Marcella Zappaterra che commenta l’approvazione in commissione sanità delle linee di programmazione e finanziamento 2018 per le aziende sanitarie regionali.

Qualche critica arriva dalla consigliera ferrarese che sottolinea la necessità di intervento della Regione anche sul tema della mobilità passiva verso il Veneto, che ha costi importanti per l’Emilia Romagna. «Se mettessimo mano in modo deciso alla mobilità passiva potremmo potenziare il sistema sanitario ferrarese – conclude Zappaterra – senza bisogno di nuove risorse, ma semplicemente spendendo meglio quelle di cui già disponiamo». L’assessore Venturi ha risposto che una quota di mobilità passiva è fisiologica, ma che su Ferrara c’è la disponibilità ad aprire una riflessione con tutti i soggetti del sistema.