A più di un anno dall’avvio della riforma che prevede l’obbligo per i Comuni di gestire in forma associata funzioni e servizi importanti, si fa sempre più largo nel territorio il dibattito sulle fusioni dei Comuni.

Dal 1^ gennaio 2014 in regione si sono concretizzate 4 fusioni che hanno dato vita ad altrettanti nuovi Comuni unici al posto dei 12 pre-esistenti. Si tratta di Valsamoggia (Bo), Fiscaglia (Fe), Sissa Trecasali (Pr) e Poggio Torriana (Rn).

Altre due fusioni si avviano al referendum consultivo entro il 2015: a Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto (Re) la consultazione popolare si terrà il prossimo 31 maggio, mentre a Granaglione e Porretta Terme (Bo) la data fissata è quella dell’11 ottobre.

Esigenze di razionalizzazione della spesa, riorganizzazione delle funzioni, la possibilità di conseguire importanti contributi regionali (per15 anni) e statali (per un decennio) unite alle quotidiane difficoltà di mantenere efficienti servizi sempre più costosi su piccola scala, hanno fatto sì che molti Comuni sul territorio, specie i piccoli, abbiano cominciato a discutere e a valutare un’opzione come quella della fusione, che Stato e Regione Emilia-Romagna sostengono con contributi economici ad hoc. Oltre al sostegno economico ai nuovi Comuni unici vengono infatti riconosciute la sospensione del Patto di stabilità per 5 anni e una “corsia preferenziale” per i progetti regionali.