<<I processi di fusione comunale non sono un escamotage italiano per far fronte alle difficoltà economiche che tutti noi ben conosciamo, ma sono usati diffusamente in Europa quale strumenti di sana e corretta amministrazione locale.>>

Con queste parole il Consigliere Massimo Iotti saluta il voto favorevole con il quale l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna ha messo la parola fine a questa fase dei due distinti processi di fusione che coinvolgono da una parte i Comuni di Colorno e Torrile e dall’altra le amministrazioni di Sorbolo e Mezzani.

<<I processi di fusione di questi quattro Comuniprosegue il Consigliere PD che degli specifici progetti di legge è stato il relatoresono stati tutt’altro che affrettati e sanciscono amministrativamente una realtà che è già nei fatti, sia da un punto di vista sociale che economico. Colorno e Torrile condividono servizi socio-assistenziali, stazione dei carabinieri ed una fitta rete di relazioni che hanno determinato la creazione di un’unica comunità.>>

Nel sottolineare come non si possano disgiungere i due processi di fusione in quanto i 4 Comuni in questione appartengono tutti alla stessa Unione (Bassa Est parmense), Iotti si sofferma sul fatto che i cittadini di Colorno e Torrile siano più che consapevoli che la fusione comporti la riduzione dei costi per la spesa pubblica, più efficienza e minor frammentazione.

<<Quanto detto per Colorno e Torrile è, se possibileconclude il consigliere Demancor più vero per Sorbolo e Mezzani. Per queste due realtà è in essere una “fusione di fatto” da  17 anni. I due Comuni già ora, infatti, condividono oltre il 95% della vita e delle azioni amministrative in capo ad Comune e i risultati si notano nei bilanci particolarmente sani. Anche questo è un chiaro indicatore del clima più che propizio per la fusione vera e propria.>>