Ravaioli (Pd): “Servizi educativi per la prima infanzia: nuova direttiva che assicura maggiore flessibilità organizzativa e attenzione al tema della prevenzione del rischio da stress da lavoro per gli operatori”

Parere positivo dalla V Commissione dell’Assemblea Legislativa regionale alla direttiva della Giunta sui servizi educativi per la fascia 0-3 anni.

“Vengono meglio specificati i contenuti della legge di riforma dei servizi, che l’Assemblea aveva approvato lo scorso anno. Avevamo indicato quali obiettivi da perseguire una maggiore flessibilità organizzativa al fine di rispondere alle esigenze emergenti delle famiglie ma anche una specifica attenzione al tema della prevenzione, valutazione e gestione del rischio stress da lavoro e della tutela delle professionalità impiegate in un settore tanto delicato quanto prezioso” richiama la consigliera regionale Pd Valentina Ravaioli.

“Per definire i contenuti della direttiva è stato fatto un percorso che ha visto attivamente coinvolti anche i servizi del sistema educativo di Forlì, una delle realtà più significative a livello regionale” sottolinea Ravaioli

“In generale è assicurata la massima attenzione al personale che opera a stretto contatto con i bambini, in particolare educatrici ed educatori, per prevenire casi di maltrattamenti e abusi dovuti a condizioni di stress o inadeguatezza al proprio lavoro. – sintetizza la consigliera regionale – È introdotto anche l’obbligo della preparazione interna alla struttura, in cucine attrezzate, dei pasti per i bambini dai tre ai nove mesi di età. I nidi potranno prevedere un orario di apertura dalle 7 del mattino alle 19.30, il sabato e durante le vacanze”.

Di fianco all’indicazione di una più ampia flessibilità c’è anche lo stanziamento di risorse economiche per garantire queste possibilità aggiuntive rivolte ai bisogni delle famiglie emiliano-romagnole. Per il 2017 sono stanziati complessivamente 7,3 milioni di euro. 6,4 milioni sono impiegati per la gestione dei servizi per la prima infanzia, gli altri 900mila euro invece per il coordinamento pedagogico e la formazione del personale. I contributi sono ripartiti a livello regionale in base al numero dei bimbi iscritti nei singoli Comuni”.