«La necessità di garantire un sistema portuale efficiente e sicuro parte dal rispetto delle regole». Queste le parole del consigliere Gianni Bessi, che ha infatti interrogato la Giunta ribadendo il bisogno di mettere in campo azioni a contrasto del fenomeno illecito dell’autoproduzione, da parte degli armatori.

«Il ricorso a questa pratica illecita, consiste nel fare svolgere ai propri marittimi le operazioni di rizaggio e derizzaggio dei carichi a bordo delle navi, che invece competerebbero ai lavoratori delle compagnie portuali – spiega Bessi –. Si tratta di una prassi che, per risparmiare sul costo della manodopera, rischia di mettere in pericolo sia l’incolumità dei lavoratori chiamati a svolgerla, in quanto non adeguatamente formati per operazioni di tale complessità, ma anche di compromettere l’equilibrio economico ed occupazionale consolidatosi nel tempo fra le varie maestranze che operano nei porti, con conseguenti ricadute complessive negative sull’intero sistema portuale nazionale».

Negli ultimi anni il Governo ha portato avanti un’importante opera di rilancio del sistema portuale, dapprima con la Riforma del 2016 e, lo scorso febbraio, col “Correttivo Porti” proprio per monitorare e qualificare le imprese destinando anche risorse alla formazione professionale.

«L’obiettivo di rilancio della portualità italiana va perseguito attraverso la capacità di strutturare un sistema flessibile e tecnologicamente avanzato – conclude Bessi –. È necessaria infatti, da parte di tutti gli attori interessati, istituzionali e non, collaborare per un sistema portuale efficiente e sicuro, sia nella qualità che nella sicurezza del lavoro e dei lavoratori, rispettando le norme vigenti e i rapporti socio-economici».