Pruccoli (primo firmatario): “Consentirà risparmi per almeno un milione di euro nel triennio”. Rontini (relatrice): “Sobrietà e buon senso. Chiediamo a tutti di fare la propria parte”

L’Emilia-Romagna si è dotata di una legge che taglia i vitalizi degli ex Consiglieri regionali (il vitalizio per gli attuali consiglieri era già stato abrogato con la legge regionale 17 del 2012). La proposta di legge di iniziativa dei consiglieri era stata depositata dal primo firmatario, Giorgio Pruccoli mentre relatrice di maggioranza era stata nominata la collega Manuela Rontini.

La legge prevede l’innalzamento progressivo dell’età per accedere all’assegno; un contributo di solidarietà per 36 mesi; il divieto di cumulo con altre rendite e la pubblicazione dei dati dei beneficiari degli assegni.

Riguardo all’innalzamento dell’età, si passa dagli attuali 60 anni all’età valevole per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia dei lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni (66 anni e 7 mesi nella generalità dei casi). I consiglieri nati fra il 1957 e 1963 (che non hanno compiuto il sessantesimo anno di età) potranno conseguire il vitalizio a 60 anni ma con una penalizzazione progressiva in funzione del periodo di anticipo richiesto.

Tutti gli assegni vitalizi in pagamento saranno ridotti (contributo di solidarietà), per la durata di un triennio, del 6% per la parte oltre 1.000 euro e fino a 1.500 euro, del 9% per la parte oltre 1.500 euro e fino a 3.500 euro, e del 12% per la parte oltre 3.500 euro.

La norma introduce anche la non cumulabilità con istituti analoghi.

Il risparmio di spesa è quantificabile in almeno un milione di euro nel prossimo triennio. I risparmi saranno destinati al finanziamento di politiche di sicurezza, legalità e qualità del lavoro, sostegno al microcredito per lo sviluppo dell’imprenditorialità, reinserimento lavorativo e inclusione sociale. L’applicazione della legge è estesa ai componenti dell’esecutivo regionale e al sottosegretario alla presidenza.

“Penso che l’approvazione di questa legge sia la dimostrazione di come la politica può riformare se stessa e riconquistare credibilità nei confronti dei cittadini – afferma Giorgio Pruccoli. – Certo non può bastare solo un atto come questo perché, oltre ad eliminare le disparità, chi agisce all’interno delle istituzioni deve poi anche dimostrare impegno e capacità di risolvere i problemi. Ma si tratta senz’altro di un importante segnale”.

“Con il voto in Aula completiamo quanto abbiamo iniziato a fare appena insediati, riducendo le nostre indennità, eliminando il TFR e azzerando le spese dei gruppi. Intendiamo così proseguire nell’opera di contenimento dei costi della politica in Emilia-Romagna, salvaguardando quelli per la democrazia, all’insegna di una maggiore equità – commenta Manuela Rontini, relatrice di maggioranza della legge, che aggiunge – Prima di arrivare a questa proposta e durante l’iter in Commissione, abbiamo voluto raccogliere pareri autorevoli per ridurre il più possibile il rischio di ricorsi che vanificherebbero il nostro sforzo. Un atto di buon senso che chiediamo alle generazioni precedenti, per un trattamento più omogeneo e in sintonia con le richieste dei cittadini. Una revisione organica che tiene insieme criteri di riduzione della spesa pubblica con principi di equità e solidarietà, proseguendo nella tradizione di sobrietà che da sempre ha caratterizzato questo Ente”.