Campedelli (PD): “In Parlamento di arrivi presto ad una legge quadro nazionale sul cargiving, su modello di quella dell’Emilia-Romagna”

L’Emilia-Romagna si è dotata già nel 2014 di una legge per riconoscere e sostenere i caregiver famigliari, coloro – in Italia sono oltre 3 milioni – che si prendono cura regolarmente di anziani, malati e persone disabili nel contesto familiare.

“Spesso devono rinunciare al lavoro per dedicarsi completamente all’assistenza di una persona cara. Svolgono un ruolo delicatissimo, prezioso e che si integra con le politiche sociali e sanitarie che il settore pubblico può realizzare. – afferma il consigliere regionale PD Enrico Campedelli – In un’ottica di responsabilizzazione diffusa e di sviluppo di comunità, la nostra Regione ha riconosciuto la figura del caregiver familiare in quanto componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi socio-sanitari”.

“Manca ancora, però, una disciplina analoga a livello nazionale. In Senato figura una proposta di legge, già presentata alla camera dall’On. Patriarca, con primo firmatario il Sen. Angioni che parte proprio dall’esperienza della nostra Regione. – riporta Campedelli – A differenza di altre proposte in esame presso il Parlamento, valorizza il ruolo del caregiver in una prospettiva di comunità, oltre che familiare, promuovendo così una società più coesa ed inclusiva”.

“Il disegno di legge di iniziativa parlamentare è finalizzato al riconoscimento, alla valorizzazione e alla tutela dei soggetti che si prendono cura di una persona cara e a sostenere la conciliazione dell’attività di cura con la loro vita lavorativa e sociale. – prosegue il consigliere – Delineando una vera e propria legge quadro sarebbero introdotti elementi di tutela per chi svolge attività di caregiving sul piano della formazione, del sostegno logistico e psicologico, dei permessi dal lavoro subordinato, di alcuni aspetti fiscali e non solo”.

“Dall’Emilia-Romagna arriva quindi la sollecitazione alla Giunta ad agire in tutte le sedi più opportune, compresa la conferenza Stato Regioni, perché si arrivi nel più breve tempo possibile alla discussione della legge, molto attesa da chi quotidianamente sostiene le fatiche del lavoro di cura” conclude Campedelli, richiamando l’impegno principale contenuto nella risoluzione da lui presentata e approvata all’unanimità durante l’ultima seduta dell’Assemblea Legislativa regionale.