Ci sono argomenti di fronte ai quali, anche la campagna elettorale e le bandiere politiche dovrebbero fare un passo indietro. La salute viene prima di tutto. Oggi diversi consiglieri PD hanno voluto sottolineare l’importanza delle vaccinazioni e del rispetto delle regole, dopo l’annuncio del sindaco di Roma Virigina Raggi che chiede al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di rispettare la “continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non vaccinati”.

Si parla di rispetto, quando però non lo si ha nei confronti delle regole e delle normative. Una mancanza grave perché selettiva, quella del Movimento 5 Stelle di fronte ad un Paese che si è impegnato per mettere in sicurezza le persone a cominciare dai più piccoli e dai soggetti più deboli.

Stefano Caliandro, capogruppo Pd della Regione Emilia-Romagna critica duramente, insieme ad altri colleghi consiglieri, il comportamento irresponsabile del Sindaco di Roma. «La Raggi strizza l’occhio ai no-vax e pretende di aggirare la circolare ministeriale che obbliga i genitori a presentare entro il 10 marzo la documentazione che prova l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie. – dice il capogruppo – Un comportamento, che prosegue sulla strada pericolosa della sanità-fai da te. In Emilia-Romagna, abbiamo fatto da apripista agli obblighi vaccinali, non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per la condotta sconsiderata di un’amministratrice che mette a rischio la salute dei bambini per ammiccare a una parte del suo elettorato».

Apprensione anche da parte della consigliera Francesca Marchetti che commenta: «quali gravi responsabilità negative si è presa la Raggi in una singola decisione. Volendo fare un paragone con l’esperienza dei nostri territori, ricordo che l’Emilia Romagna è stata la prima Regione a varare l’obbligo vaccinale proprio nella fascia 0-6 anni anticipando anche l’analogo provvedimento preso dal Governo. Gli esponenti 5 Stelle, anche quando ricoprono ruoli istituzionali, applicano le leggi in maniera ampiamente discrezionale. Questa discrezionalità è ampiamente censurabile in generale, ma quando si parla della salute dei più piccoli, deboli e indifesi diventa una presa di posizione ingiustificata e gravissima. Gli strumenti per ottemperare gli obblighi di una Legge dello Stato ci sono, quello che manca è la volontà politica di attuare tali percorsi».

Lo stesso vale per la consigliera Nadia Rossi che ribadisce a gran voce come sulla salute non si debba scherzare. «Come può permettersi il Comune di Roma, insieme al suo sindaco, di bypassare la legge? Come si può pensare di comunicare a Ministri e istituzioni in una lettera senza vergogna che i bambini non vaccinati possono restare a scuola? Le ritengo dichiarazioni inammissibili che ancora una volta dimostrano come i 5 Stelle tentino escamotage per aggirare la legge, nascondendosi dietro ad un dito. Il decreto sui vaccini è stato studiato da esperti per tutelare le persone a partire dai bambini, ora non possiamo accettare che un sindaco si elegga a nuovo organo scientifico e porti avanti posizioni molto pericolose per la salute pubblica».

Si unisce al coro anche il consigliere Giuseppe Boschini che vede in questa polemica un atto politico. «La Raggi apre gli asili di Roma ai bambini non vaccinati probabilmente, anche per andare in contrapposizione di campagna elettorale alla Ministra Lorenzin, che in questo momento molti stanno attaccando. Io credo invece che queste dichiarazioni siano intollerabili ed è inammissibile che le scelte della Raggi siano sulla pelle e sulla salute dei bambini».

Un’analisi più generale, che esula dalla mera no vax, quella del segretario Pd Paolo Calvano che sottolinea, alla luce delle dichiarazioni del sindaco Raggi e alla notizia del candidato Dessì che si spaccia per nullatenente, pagando 7.75 euro al mese per una casa popolare, come il M5S stia combattendo una “guerra alle regole”.

«I pentastellati appena entrano nelle stanze del potere si dimenticano del rispetto delle regole e delle istituzioni che rappresentano. – dice – Forse per loro governare è un gioco, forse seduti nei palazzi si beffano di chi ogni giorno mette serietà in quel che fa, nella politica, nelle istituzioni, tra i nostri territori, nelle nostre comunità. Le regole, non sono parole da buttare al vento, ma norme da rispettare. Questa è l’ennesima débâcle targata 5 Stelle. Perché è veramente una sconfitta vedere un sindaco giocare sulla salute e un candidato al Senato spacciarsi per chi non è. Il M5S non si eleggeva a partito dell’onestà e della trasparenza? Forse per i grillini l’onestà, anche quella intellettuale, deve appartenere soltanto agli altri? Io dico no, perché vivo in Emilia-Romagna, una Regione che ha sempre fatto scuola, dagli obblighi vaccinali alle politiche sociali e continueremo a lavorare per una società fatta di regole reali e rivolte a tutti, nessuno escluso».