“Sostenere il comparto cerealicolo”. A chiederlo, in una risoluzione rivolta all’Assemblea legislativa, Luciana Serri.

In particolare, nell’atto di indirizzo, si impegna la Giunta a “sostenere l’ammodernamento del settore, con particolare riferimento al miglioramento della qualità e delle caratteristiche tecnologiche delle produzioni e alla realizzazione di strutture di stoccaggio e movimentazione in grado di preservare i livelli qualitativi ottenuti in campo”, oltre a “promuovere accordi tra gli attori della filiera, per garantire condizioni di stabilità nei rapporti commerciali”. Si sollecita poi l’esecutivo regionale ad attivarsi per “potenziare le strutture deputate al controllo delle derrate alimentari, con particolare riferimento ai punti di ingresso sul territorio comunitario, per contrastare la circolazione di prodotti non conformi agli standard qualitativi e igienico-sanitari”.  Si chiede anche di “introdurre in etichetta, previa attenta verifica dell’impatto economico e organizzativo sull’industria di trasformazione, l’indicazione sulla provenienza delle materie prime impiegate nella produzione di pasta e di altri derivati dei cereali”.

Nell’annata appena trascorsa, rileva la consigliera Pd, “il frumento duro è stato coltivato in Emilia-Romagna da 8.829 aziende agricole su una superficie di circa 94 mila ettari, con un rilevantissimo aumento rispetto all’anno precedente. Il grano tenero è stato coltivato da 17.289 aziende per una superficie di circa 133 mila ettari, in lieve contrazione rispetto al 2015”.

Gli attuali prezzi di mercato, conclude, “seppure in rialzo rispetto ai mesi scorsi, non coprono i costi di produzione”.