Barbara Lori (Pd): «Sono necessari chiarimenti, per un settore in crescita e che merita attenzione»

È stata approvata nella seduta dell’Assemblea Legislativa la risoluzione in merito alla filiera della carne e del latte biologico, in particolare sulla necessità di un chiarimento al fine di scongiurare danni economici e problematiche nella gestione delle aziende agricole biologiche sul tema della decornazione. É intervenuta in merito la consigliera regionale Barbara Lori.

«È necessario porre l’accento sulla tematica dell’allevamento biologico, di competenza del Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali – spiega la consigliera – La problematica riguarda la pratica della decornazione, a cui è attualmente assimilata anche la pratica della cauterizzazione degli abbozzi corneali nei giovani bovini, la quale non può essere praticata sistematicamente nei bovini allevati con metodo biologico. Alcune operazioni possono essere tuttavia autorizzate caso per caso ma non per interi allevamenti o gruppi di animali determinando una possibile promiscuità nella mandria con animali con e senza corna».

La risoluzione infatti chiede alla Giunta di attivarsi nelle sedi più opportune per chiarire ed approfondire con il Governo il tema. «L’importanza è di salvaguardare il benessere animale ma anche la produzione ed una corretta gestione negli allevamenti. Al momento il dialogo con il Ministero è positivo e gli assessorati si sono attivati per approfondire il problema che necessita chiarimenti. – prosegue – L’autorizzazione ad effettuare interventi di decornazione deve essere rilasciata dai Servizi Veterinari delle Aziende Usl, previa valutazione obiettiva. Al momento attuale l’interpretazione da parte delle autorità deputate al rilascio dell’autorizzazione, della nostra e di altre Regioni, è che la stessa possa essere rilasciata solo per singoli animali e non sull’intero allevamento mentre si auspica una distinzione tra decornazione in bovini adulti e possibilità di cauterizzazione degli abbozzi corneali nei giovani animali. In Emilia Romagna, la problematica coinvolge oltre 450 allevamenti bovini di cui 160 allevamenti per la produzione di latte biologico destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano biologico. Un settore questo, che conferma anche nel periodo 2015-2017 un trend in rilevante incremento e con aziende spesso situate in territori disagiati come quelli montani che necessitano di particolare attenzione».

Ad oggi non sono ancora pervenute indicazioni al riguardo, la consigliera Lori però sottolinea: «Il confronto sulla nuova stesura del Decreto è stato avviato ma non è ancora definita la data della discussione del nuovo testo in Conferenza Stato Regioni che dovrebbe collocarsi nel prossimo mese di febbraio. Siamo fiduciosi affinché le nostre sollecitazioni possano trovare un positivo riscontro».