Mumolo: “La Giunta regionale si attivi per fare pressione al Governo italiano affinché si fermi l’attacco militare turco contro i curdi nel nord della Siria”

 

Il consigliere regionale Antonio Mumolo ha depositato una risoluzione per chiedere alla Giunta regionale di intervenire presso il Governo italiano perché si attivi, anche in sede di Unione europea e di organismi internazionali per spingere il governo turco a cessare i raid aerei contro i curdi nella Siria nord- orientale.

“Nell’agosto scorso Stati Uniti e Turchia avevano firmato un accordo per “stabilizzare” il confine meridionale turco, che prevedeva la creazione di una “zona cuscinetto”, che avrebbe dovuto dividere le forze turche da quelle curde. L’accordo prevedeva che i curdi siriani si ritirassero dagli avamposti di confine, di fatto rinunciando a un’importante linea di difesa in caso di attacco turco. In cambio, il governo statunitense avrebbe garantito ai curdi protezione e sicurezza.”, spiega il consigliere.

“Il ritiro dei soldati statunitensi dalle zone curde del nord della Siria, annunciato dal presidente Trump la scorsa domenica, ha esposto di nuovo le popolazioni all’avanzata dell’esercito turco, con il conseguente rischio di una «pulizia etnica» nei territori. Esiste inoltre il rischio, come hanno scritto diversi analisti, che l’ISIS sfrutti il caos che si verrebbe a creare nel nord della Siria per riorganizzarsi e rafforzarsi, in maniera più rapida ed efficiente di quanto non succeda già oggi”, commenta preoccupato Mumolo.

“Per queste ragioni, ho depositato una risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad intervenire presso il Governo italiano: è fondamentale fare pressione al presidente turco Erdogan per far cessare l’attacco contro i curdi nel nord della Siria. Bisogna cercare invece una soluzione capace di coniugare l’autonomia del popolo curdo e la stabilità geopolitica della regione, sostenendo la forma di autogoverno democratico nel Rojava. Il Governo inoltre si impegni per attivare misure umanitarie necessarie ad assistere il popolo curdo, coinvolgendo le organizzazioni non governative presenti in loco”, conclude il consigliere.