Boschini e Mori: “Il tema è importante ma proposta grillina inapplicabile e dannosa per i Comuni. Lavoriamo insieme a testo per sollecitare il necessario intervento normativo nazionale”.

“La proposta di merito presentata dal Movimento 5 Stelle oggi in Assemblea Regionale – spiegano i consiglieri regionali PD Roberta Mori e Giuseppe Boschini – è del tutto inidonea e creerebbe moltissimi problemi applicativi ai cittadini e ai Comuni. Meglio sarebbe stato concordare un testo più attento e più concreto, in grado di aiutare davvero chi è in difficoltà a pagare le tasse”.

La disponibilità a lavorare insieme ad una proposta congiunta è stata ribadita in aula a più riprese dal Partito Democratico. Il diniego alla proposta del M5S non è stata quindi una questione di principio ma indicava solo la richiesta di una migliore definizione nel merito della proposta.

La consigliera Mori ha sottolineato che “va rispettata l’autonomia, il protagonismo dei Comuni e della cittadinanza, così come sollecitati dalla stessa norma nazionale: il ruolo della Regione può senza dubbio essere quello di monitorare le esperienze che a livello territoriale saranno messe in campo ma, solo se da queste esperienze emergessero criticità o elementi da integrare, allora sarebbe opportuno intervenire.”

“Il tema del cosiddetto baratto legislativo (neologismo piuttosto barbaro per identificare quello scambio di reciproco vantaggio tra cittadino e amministrazione) – ha ricordato nella sua dichiarazione di voto il consigliere Boschini – è di assoluto interesse”.

 

“La proposta del M5S – continuano Mori e Boschini – mescola cose tra loro diversissime: la partecipazione politica dei cittadini, i Patti nei servizi per l’impiego (dove il cittadino non si impegna per il bene pubblico, ma a trovare lavoro per se stesso) e il vero e proprio baratto amministrativo, che per ora però è previsto solo da un articolo dello Sblocca Italia, con riferimento esclusivo a interventi per il recupero urbano o la manutenzione delle città e delle aree verdi. In pratica, in quest’ultimo caso, associazioni o singoli cittadini possono già oggi per legge candidarsi a gestire, manutenere o recuperare pezzi di territorio e avere in cambio dai Comuni sconti sulle tasse locali.

 

La tassazione locale però è materia che la Costituzione (art.23 e 53) riserva alla legge nazionale: se la Regione intervenisse a sancire sconti o riduzioni metteremmo in grande difficoltà molti Comuni e si rischierebbero ricorsi e problemi. Invece di aiutare cittadini e comuni, faremmo un guaio”.

Da qui la richiesta dei consiglieri PD, rivolta tanto al M5S come agli altri gruppi consigliari, di mettere a punto unitariamente un testo che definisca puntualmente le direttrici su cui sollecitare un intervento normativo nazionale. In questa maniera si otterranno regole più chiare per cittadini, associazioni e Comuni. Seguendo una procedura più stringente si capiranno quali servizi i cittadini potranno offrire alla collettività e in cambio come lo Stato rivisiterà la loro obbligazione tributaria. E’ quindi di cruciale importanza stabilire chiaramente il valore di tale “lavoro sociale” per consentire ai comuni un controllo reale e puntuale sulle tasse locali (IMU e TARI) che verranno condonate.

A fronte di questa seria proposta di collaborazione del PD, si spera che la risposta del M5S sia realmente costruttiva. L’accettazione di questo comune percorso di lavoro dimostrerebbe concretamente un interesse per il tema e non sarebbe percepito come uno spot sulle spalle dei cittadini maggiormente in difficoltà, senza nessun reale interesse alla concreta applicabilità della proposta.