Pruccoli: “Le amministrazioni locali e la regione prendano come modello Bologna per regolamentare lo spirito di responsabilità e di autonomia espresso dai cittadini”

 

Da quando il principio di sussidiarietà orizzontale è stato introdotto in Costituzione nel 2001, i cittadini sono riconosciuti non come utenti o amministrati ma soggetti responsabili e solidali che in piena autonomia collaborano con l’amministrazione nella cura dei beni comuni.

“Si tratta di un principio rivoluzionario la cui carica innovativa, tuttavia, rischia di essere vanificata se non trova rispondenza nei regolamenti o nelle pratiche amministrative. Il comune di Bologna nel 2014 ha adottato proprio un regolamento sulle forme di collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani che è un modello per le altre amministrazioni comunali che intendono muoversi in questa direzione” richiama Giorgio Pruccoli, consigliere regionale Pd.

Ai comuni spetta la potestà regolamentare in merito all’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Il regolamento bolognese ammette da parte dei cittadini proposte di collaborazione su beni materiali come aree verdi o scolastiche, ma anche immateriali o digitali come educazione, cultura, o siti web e social.

“Considerato che il principio di sussidiarietà ha un grande valore civile ed etico oltre che ricadute positive sulla comunità, penso che la diffusione e il sostegno a tutto ciò che consenta ai cittadini di attivarsi autonomamente nell’interesse generale vada promosso. Per questo – riferisce Pruccoli – ho depositato una risoluzione con la quale impegnare la Regione Emilia-Romagna a valorizzare l’esperienza del comune di Bologna. Da tale esempio di buona pratica è davvero possibile una concreta realizzazione del principio di sussidiarietà”.

“Di fatto – conclude il consigliere democratico – si propone un modello di cittadinanza attiva da replicare nell’ambito di eventuali percorsi e azioni intraprese dalla regione per la promozione della partecipazione attiva dei cittadini alla cura e rigenerazione dei beni comuni”.