Il Consigliere regionale del Partito Democratico Gianni Bessi è intervenuto alla tavola rotonda ‘Mercato del lavoro tra dinamiche d’accesso e fattori di sviluppo del settore oil&gas’ che ha aperto oggi Geofluid, la mostra internazionale delle tecnologie e attrezzature per la ricerca, estrazione e trasporto dei fluidi sotterranei, che si tiene a Piacenza fino all’8 ottobre.

«Già il titolo dell’incontro contiene gli elementi fondamentali di quello che dev’essere l’impegno del Governo, ma non solo, – spiega Bessi – per rilanciare questo che è uno dei settori strategici del nostro Paese, sia per il livello tecnologico raggiunto, sia nel campo diretto dell’estrazione e nell’indotto della meccanica e dell’impiantistica, sia per il suo “capitale umano”, ovvero per le migliaia di lavoratori che vi sono impiegate».

Rispondendo alla domanda su quale sia un modello praticabile per sostenere e valorizzare l’oil&gas italiano, Bessi ha condiviso la sua idea di utilizzare l’Adriatico come una ‘palestra’ dove verificare le forze del Paese in vista del rilancio produttivo, che ha come base il nuovo Piano industriale del Governo.

«Il settore delle estrazioni e della costruzione di impianti offshore – evidenzia il Consigliere regionale – è l’elemento perfetto del nostro sistema industriale per verificare se il piano di sviluppo funziona e, in quel caso, cominciare ad allenare i nostri ‘talenti’. Credo sarebbe una scelta lungimirante utilizzare l’Adriatico come il laboratorio dove testare la nostra tecnologia e costruire quel percorso di transizione dalla produzione di energia con combustibile fossile a quella prodotta tramite le ‘rinnovabili’: una transizione sostenuta da un approvvigionamento di marca italiana, ovvero da un mix di gas naturale e rinnovabili. Questa è, a mio parere, la visione giusta, e se mi si concede una battuta, ci credo a tal punto che mi propongo come il rappresentante delle istituzioni a cui verranno consegnate le forbici per tagliare il nastro di questo “primo passo”della ripresa italiana».