La consigliera regionale del PD Francesca Marchetti commenta l’informativa in commissione Scuola della Garante per l’infanzia e l’adolescenza sui fenomeni di autolesionismo e di istigazione al suicidio

Si è svolta in Commissione Cultura, Scuola l’informativa del Garante dell’infanzia e l’adolescenza Clede Maria Garavini sul fenomeno denominato “Blue Whale” a seguito di un’Interrogazione a risposta orale presentata dalla consigliera regionale del Pd Francesca Marchetti. Blue Whale, la sfida autolesionistica che spinge ragazzi reclutati attraverso la rete fino al suicidio, mette radici in Emilia-Romagna. Ad oggi le segnalazioni riguardano 40 casi di adolescenti in età che vanno dagli 11 ai 16 anni, di cui 30 sono all’attenzione della Procura.

“L’allarme lanciato dalla Garante Garavini sul crescente numero di casi in Emilia-Romagna e il conseguente intervento della Procura della Repubblica verso scuole e famiglie per un’attenta vigilanza del fenomeno mi ha portato a interrogare la Giunta per “sapere quali ulteriori azioni intenda mettere in campo per cogliere i segnali degli adolescenti coinvolti in pratiche di questo tipo e per predisporre risposte adeguate e tempestive – dichiara la consigliera Marchetti in Commissione – e per sapere se vi siano stati casi segnalati nel nostro territorio riconducibili a questo terribile fenomeno”.
In Commisione era presente anche l’assessora regionale alle politiche di welfare Elisabetta Gualmini che, insieme alla garante Garavini hanno indicato nella comunità educante il ruolo fondamentale di prevenzione e vigilanza sui circa 40 casi regionali, di cui 10 solo a Bologna.

“Questa informativa è stata necessaria anche per capire la portata del fenomeno nella nostra Regione, la tipologia di adolescenti più esposta e sarà fondamentale aggiornarci sull’esito delle valutazioni delle segnalazioni in corso. I dati riportati ci dicono che la maggior parte delle segnalazioni provengono dalle scuole, presidio dell’intercettazione del fenomeno. Importante sarà continuare a promuovere e forme di collaborazione, informazione tra tutti i livelli istituzionali e le diverse componenti della comunità educante per far fronte ai rischi del web. La sinergia e l’operatività con la polizia postale descritta in commissione è rassicurante – prosegue Marchetti – ma ritengo indispensabile potenziare il lavoro anche sul versante del controllo degli accessi sul web di una fascia di età molto delicata come quella tra gli 11 e i 13 anni”.

Su sollecitazione della Procura presso il Tribunale dei minori, la Garante ha trasmesso una comunicazione ai servizi sociali perché vigilino sul fenomeno.