Bagnari: “L’attività dei CRAS è molto importante, la Regione si impegni per garantire le necessarie risorse”

I Centri di Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S.) sono strutture destinate al recupero, rieducazione, studio e successivo reinserimento in natura di specie appartenenti alla fauna selvatica, allo scopo di liberarli qualora ne sussistano le condizioni o di detenerli in via permanente nel caso essi risultino irrecuperabili.

“I C.R.A.S. sono strutture gestite da associazioni di volontariato senza scopo di lucro – spiega il consigliere regionale Mirco Bagnari, primo firmatario di una risoluzione sul tema – che ha reso possibile nel tempo effettuare molti recuperi di animali selvatici, grazie alle segnalazioni e alla collaborazione dei cittadini. Inoltre, grazie alla loro attività sono state create utili collaborazioni con il Corpo Forestale dello Stato e i Vigili del Fuoco.”

“Nella provincia di Ravenna – spiega Bagnari – sono 2 i CRAS presenti ed individuati in base ai criteri stabiliti dalla Regione, prima dell’entrata in vigore della legge regionale 13/2015 sul riordino istituzionale e superamento delle Province. Con il conseguente passaggio di competenze alla Regione, però, è necessario intervenire, in particolare per quanto riguarda i meccanismi di finanziamento.”
“L’attività dei CRAS – sottolinea il consigliere regionale – ha un impatto molto positivo sia dal punto di vista del soccorso, della tutela e del benessere della fauna selvatica che dal punto di vista della prevenzione del diffondersi di malattie trasmissibili da certe specie, del controllo e della limitazione del diffondersi dalla fauna esotica, per non parlare poi dell’attività didattica svolta nelle scuole. La Regione ha già messo a bilancio la somma di 200.000 euro per garantire la piena operatività fino a fine anno. Con la risoluzione, di cui sono primo firmatario, però, vogliamo assicurarci che la Giunta si impegni affinché, a partire dal bilancio 2017, siano garantite le risorse necessarie per la copertura delle spese sostenute dai CRAS, ne siano semplificate le procedure di erogazione e si crei una virtuosa collaborazione tra i diversi assessorati interessati (ambiente, agricoltura caccia e pesca, sanità) nella gestione di questo tema. Un metodo di lavoro trasversale che, in generale, potrebbe portare benefici all’implementazione delle politiche regionali e ai nostri cittadini. ”