“Sono passati due anni dallo scandalo Luxleaks – evidenzia Gianni Bessi – che ha occupato le prime pagine dei giornali, suscitando indignazione in tutta Europa. L’inchiesta ha sollevato un velo sulla situazione fiscale europea, rendendo evidente come gli Stati abbiano sviluppato un’impropria competizione nell’offerta di una varietà di misure fiscali, inclusi i tax ruling, per attrarre le imprese multinazionali. Perché il mercato unico possa funzionare ci sarebbe bisogno di un quadro fiscale trasparente, coordinato e cooperativo”

Un emendamento a firma dei consiglieri Silvia Prodi e Gianni Bessi, che recepisce le istanze scaturite dal dibattito avvenuto durante la seduta di apertura della sessione comunitaria di quest’anno, e condivise dall’Assessore Bianchi e dall’eurodeputata Elly Schlein, ha posto l’accento sull’intenzione della commissione europea di rivedere il modo in cui le società sono tassate nel mercato unico, proponendo un pacchetto di riforme dell’imposta sul reddito delle società, con l’obiettivo di rendere più facile e meno costoso operare nel mercato unico e frenare l’elusione fiscale.”

“Mentre a Bruxelles è in discussione la Direttiva sui diritti degli azionisti che propone di introdurre l’obbligo di rendicontazione Paese per Paese, presso il Parlamento italiano – puntualizza l’esponente PD– sono state presentate diverse proposte di legge che puntano alla regolamentazione della tassazione per le aziende che operano in rete, la cosiddetta “digital tax”, la quale prevede l’imposizione fiscale sul fatturato prodotto nel nostro paese da colossi aziendali che operano nel digitale e che non hanno sede in Italia.”

“Con questa risoluzione – conclude il Consigliere regionale – chiediamo alla Giunta di intervenire presso il Governo affinché vengano eliminate tutte quelle scappatoie legali utilizzate dalle multinazionali, sanzionati tutti i paradisi fiscali, combattute pratiche come la corruzione e il riciclaggio e migliorate trasparenza e cooperazione. Tutte queste pratiche creano, di fatto, una situazione di concorrenza sleale che penalizza le piccole e medie imprese. In alcuni casi, come quello del tax ruling, la conseguenza è una reale diminuzione delle risorse complessive derivanti dalla tassazione, che potrebbero essere utilizzate per migliorare servizi pubblici, come il sistema scolastico o la sanità. I danni per le nostre economie sono troppo ingenti per non dire niente: le multinazionali devono pagare le tasse dove realizzano i profitti.”