La Presidente della Commissione regionale Politiche economiche tra i firmatari della proposta

Una legge per il sostegno diretto e concreto dei piccoli esercizi polifunzionali approderà presto nell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.

“Si tratta di quelle botteghe e negozi che nei paesi rurali e di montagna rappresentano un vero e proprio presidio del territorio. Dopo il via libera al progetto di legge regionale ottenuto in Commissione Politiche Economiche, il testo sarà discusso e votato durante la prossima seduta, convocata tra una settimana” riporta la Presidente della II Commissione e consigliera Pd Luciana Serri.

“La proposta è stata depositata dai Consiglieri del Pd insieme a quelli di Sinistra Italiana e in Commissione non ha avuto alcun voto contrario. – aggiunge Serri, tra i firmatari del progetto di legge – Il testo è specificamente rivolto alle realtà che, nelle zone a scarsa densità di popolazione, non rappresentano solo uno spazio commerciale, ma garantiscono anche altri servizi utili alla popolazione. In sostanza hanno una funzione sociale e questo consente di garantire loro un sostegno pubblico”.

“Un sostegno che si declina in tre tipologie di intervento. Finanziamenti diretti per l’acquisto e ristrutturazione di locali e attrezzature, agevolazioni fiscali e contributi regionali una tantum per permettere all’attività la soglia di sopravvivenza. Tutto questo avverrebbe nella massima trasparenza, attraverso la pubblicazione di appositi bandi. Prevista anche l’eventuale revoca dei finanziamenti accordati qualora il beneficiario non rispettasse l’apertura annuale dell’esercizio oppure chiudesse o trasferisse l’attività senza il consenso del Comune” specifica la consigliera Pd.

“Nei piccoli centri, siano essi di campagna o montani, un negozio è molto di più di uno spazio per il commercio, è un punto di riferimento per i cittadini e per le istituzioni. – conclude Serri – Tutelarne l’esistenza e la diffusione è un modo per garantire maggiore sicurezza e attenzione a quelle comunità che vivono in aree a forte rischio di spopolamento”.