Default bancario, Bessi e Sabattini: “Urgente rivedere le regole europee che rischiano di destabilizzare pesantemente imprese e privati”. Dall’Emilia-Romagna si alza una richiesta condivisa da istituzioni, associazioni ed enti interessati, affinché il Governo intervenga sugli effetti negativi che la nuova normativa europea sul default bancario potrebbe dispiegare su famiglie e imprese

 

Si è conclusa ieri, nella seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Affari Istituzionali e Politiche Economiche, l’audizione delle associazioni dei consumatori e dei Sindacati firmatari del “Patto per il lavoro e per il clima” sulle criticità e l’impatto che la nuova disciplina bancaria europea in materia di default dei debitori avrà su imprese e privati. Si è trattata della terza audizione dopo quelle dedicate al mondo bancario e alle associazioni datoriali. 

“Ancora una volta è emerso, come nelle precedenti sedute, che l’eccessiva rigidità della nuova norma europea  non permette al sistema del credito l’opportuna flessibilità a rivedere la loro disponibilità di liquidità e rischia di costituire un vero problema immediato per imprese e privati e per tutta l’economia del nostro paese, caratterizzata da migliaia di piccole e medie imprese, attività artigianali e commerciali, già messa a dura prova dalle conseguenze della pandemia” – dichiarano i consiglieri regionali Pd Gianni Bessi e Luca Sabattini – “Dal 1° gennaio infatti occorre onorare con puntualità le scadenze di pagamento previste contrattualmente e rispettare il piano di rimborso dei propri debiti, senza trascurare anche importi di piccolissima entità, per evitare la classificazione a default. Questo può significare anche una contrazione di credito a imprese e privati, proprio nel momento storico in cui la nostra economia, le nostre imprese, ma anche i privati cittadini avranno un maggiore bisogno”. 

“Nelle audizioni degli stakeholder, che ringraziamo per le analisi e i contributi preziosi, è emersa una sostanziale convergenza trasversale di istituzioni, enti e associazioni sulla rilevante criticità di questa norma e sui rischi per i cittadini e le imprese. Porteremo le istanze emerse in queste settimane di confronto al governo e alle istituzioni nazionali. Le associazioni, gli enti e i sindacati devono poter contare sulla sponda istituzionale che la regione Emilia-Romagna vuole dare loro”. 

 “Ci impegneremo” – concludono Bessi e Sabattini – “a tenere monitorato l’evolversi della situazione, mantenendo alta l’attenzione su un problema di particolare gravità che necessita di una possibile e concordata revisione e una costante campagna di comunicazione e informazione a ogni livello. Per questo, chiediamo che questo argomento diventi centrale anche nell’attuale discussione che stiamo affrontando in queste settimane nella Sessione Europea regionale. Siamo soddisfatti di aver proposto questo percorso di audizione su un tema che non è diventato prioritario nelle cronache di questi mesi, ma che, come abbiamo riscontrato, potrà avere un impatto notevole su tutta la comunità regionale”.