Barbara Lori (Pd): “Necessarie campagne di informazione e sensibilizzazione a partire dai giovani”

“Aspettando la cura, la vita con la fibrosi cistica” è il documentario che mette al centro le storie di chi ogni giorno deve confrontarsi con essa.

“Realizzato dalla Lega Italiana fibrosi cistica – Emilia Onlus, permette di conoscere da vicino la malattia e come viene affrontata da chi ne è affetto. Ecco perché penso che la sua diffusione sia utile per fare prevenzione e dare il dovuto sostegno alle persone ammalate e alle loro famiglie. – spiega la consigliera regionale Pd Barbara Lori – Ieri il progetto è stato presentato al Centro di Formazione e Ricerca sull’organizzazione, la qualità e la sostenibilità dei sistemi sanitari di Parma, ma si prevede di raggiungere un pubblico sempre più ampio a partire dagli studenti delle scuole secondarie”.

“È quindi ben avviato il percorso di diffusione del docu-film grazie anche al coinvolgimento dell’università, della sanità e della scuola. È esattamente quanto auspicato e richiesto con una risoluzione che avevo presentato e che abbiamo approvato nel corso dell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa regionale. – richiama la consigliera Pd – Partire dall’informazione e dalla sensibilizzazione dei giovani sul tema della fibrosi cistica è essenziale nel percorso di prevenzione e cura della malattia stessa”.

La fibrosi cistica, la più comune fra le malattie genetiche gravi di cui si stima ci sia un portatore sano ogni 25 persone circa, viene ereditata dai genitori. Essa altera le secrezioni di molti organi come i bronchi e i polmoni che per questo vengono gravemente compromessi. Nonostante i progressi della medicina, ancora oggi una cura non esiste e l’aspettativa media della vita di un malato è solo di 40 anni.

“Una conoscenza più capillare della malattia – sottolinea Lori – potrebbe consentire a tanti portatori sani di non scoprire più per caso la propria condizione e di prendere le misure che si ritengono più adeguate. La Regione Emilia-Romagna sarà parte attiva per informare e ampliare il più possibile la consapevolezza sulla malattia e, auspico, consentire alle coppie che stanno portando avanti una gravidanza di effettuare gratuitamente esami specifici. Sono misure semplici ma che potrebbero essere determinanti per verificare se si è portatori sani della malattia”.