“Gli agricoltori costretti a ripagare benefici di cui non hanno goduto”

 

Le vittime di furti di gasolio dai mezzi agricoli sono all’ordine del giorno nei territori emiliano romagnoli, purtroppo però, le aziende agricole oltre al danno subiscono anche la beffa. “Nei casi di furto di gasolio agricolo, l’impresa agricola che denuncia il furto, è infatti costretta a dover risarcire i benefici fiscali di cui ha avuto diritto a seguito dell’acquisto del gasolio, ovvero l’applicazione dell’IVA al 10% – spiegano i consiglieri regionali PD Paolo Calvano, Marcella Zappaterra, Mirco Bagnari e Manuela Rontini –. Si tratta di una situazione paradossale, che vede le aziende agricole danneggiate due volte. Da un lato il furto del carburante, che spesso si accompagna anche a quello di altri beni della azienda, dall’altro un verbale di contestazione di benefici, di cui presumibilmente non ha nemmeno goduto, visto che il gasolio gli è stato sottratto. Questi agricoltori infatti, ricevono dall’Agenzia delle dogane un verbale nel quale gli si chiede di pagare l’IVA scontata poiché hanno “utilizzato gasolio ad accisa agevolata per usi agricoli in lavorazioni non autorizzate”.

Proprio per risolvere questa problematica “kafkiana” i consiglieri Calvano, Zappaterra, Rontini, Bagnari, Serri, Caliandro e Campedelli  hanno impegnato la Giunta attraverso una risoluzione. “Impegniamo la Regione a segnalare il problema al Ministero delle Finanze perché si attivi, anche con gli altri ministeri competenti, – dichiarano i dem – per prevedere misure, norme e circolari in modo che, a fronte della denuncia di un furto dalle imprese agricole, non si proceda con il recupero dell’IVA o con altre sanzioni da parte dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli a carico delle imprese già danneggiate”.