Rontini (PD, Presidente Commissione Territorio): ‘La riforma dei requisiti d’accesso e permanenza ERP incide anche per evitare degenerazioni come queste’

La notizia dei 1227 casi di irregolarità emersi da un’indagine della Guardia di Finanza di Bologna rispetto a chi occupa alloggi Acer desta la reazione del PD in Regione Emilia-Romagna.

“Chi occupa un alloggio popolare senza averne diritto o lo occupa mentendo sulle proprie reali disponibilità per pagare un canone più basso di quello che gli spetterebbe, fa un torto gravissimo, innanzitutto, a chi si comporta onestamente e paga quanto gli spetta e a chi, invece, avrebbe la reale necessità di ottenere un alloggio ma si trova in lista d’attesa” dichiara con fermezza Manuela Rontini, Consigliera regionale PD e Presidente della Commissione Territorio dell’Assemblea Legislativa.

“La casa popolare non può essere per sempre. È sulla base di quest’idea che insieme alla Giunta e in particolare alla Vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini, nel 2015 è iniziato il percorso di riforma dei criteri per l’assegnazione e la permanenza negli alloggi ERP – richiama Rontini – L’abbiamo fatto pensando che favorire la rotazione all’interno delle case popolari sia una soluzione che va incontro alle fasce più deboli e permette di dare una risposta più tempestiva nei casi di reale necessità”.

La riforma prevede il criterio della residenzialità storica – 3 anni – e il riferimento all’ISEE (che tiene conto del reddito, del patrimonio e delle caratteristiche del nucleo, per numerosità e tipologia) per i requisiti di tipo economico.

La Giunta regionale, col parere favorevole della III Commissione, ha da poco deliberato che il valore del patrimonio mobiliare, composto da titoli e conti correnti, per l’accesso non deve essere superiore a 35.000 euro mentre per la permanenza non deve essere superiore a 49.000. Sono tenuti in considerazione anche criteri di equivalenza parametrati sulla composizione del nucleo famigliare.

“Ciò significa che i ‘furbetti’ hanno molto meno margine di azione. In più i meccanismi di controllo, anche in sinergia con l’Agenzia delle Entrate, sono resi più efficaci e puntuali. – conclude la Consigliera PD – I criteri introdotti rispondono ad una maggiore equità e capacità di riconoscere le situazioni che richiedono un forte e reale sostegno da parte della collettività e degli enti pubblici, distinguendole invece dalle altre”.