La lettera della consigliera riminese inviata alla rubrica del direttore del Corriere di Romagna

Anche la consigliera Nadia Rossi si è prontamente unita al coro di solidarietà alla giovane dem di Rimini Francesca Lappezzata, bersaglio di attacchi ignobili sui Social. Francesca è “colpevole” di aver esultato su Twitter per la cancellazione dei decreti sicurezza di Salvini. Di seguito alcuni passaggi della missiva inviata alla rubrica “Lettere al direttore” del Corriere di Romagna.

“Siamo in un Paese democratico – scrive Rossi  – e dovremmo essere liberi di esprimere la nostra opinione senza essere lapidati di insulti indecenti nell’agorà virtuale. Secondo molti chiudere i porti e non prestare soccorso agli immigrati è assoluta garanzia di sicurezza. Secondo molti altri come me e Francesca, invece, si possono e si devono tutelare le persone in modo diverso, senza mai dimenticare quei valori di comunità e di vicinanza a chi è più debole. Ragionare sulla questione delle migrazioni, insieme alla garanzia di far sentire le persone legittimamente sicure a casa propria, è difficile e delicato. Trovo che questi due temi troppo spesso vadano erroneamente a braccetto e credo che l’errore di fondo sia proprio questo, come se l’una fosse la causa assoluta della mancanza dell’altra, ma non è così”, incalza Rossi.

Poi la citazione dell’enciclica di Papa Francesco: “Ci sono leader popolari capaci di interpretare il sentire di un popolo”, ma ciò “degenera in insano populismo quando si muta nell’abilità di qualcuno di attrarre consenso allo scopo di strumentalizzare politicamente la cultura del popolo, sotto qualunque segno ideologico, al servizio del proprio progetto personale e della propria permanenza al potere”.