APPROVATA RISOLUZIONE PD IN REGIONE: NO ALL’ODIO, SOSTENIAMO LE RICHIESTE DI REVOCA DI QUALSIASI PATROCINIO ISTITUZIONALE AL WCF-CONGRESSO MONDIALE DELLE FAMIGLIE.

«Una presa di posizione necessaria – afferma la consigliera regionale PD Roberta Mori – di fronte al crescente clima liberticida, sessista e di odio omofobo e razzista sdoganato da esponenti politici di Governo e diffuso su blog, social media e alcune testate giornalistiche con messaggi che alimentano discriminazioni e violenze tra la cittadinanza».
Il riferimento della consigliera è duplice. In primo luogo, alle iniziative che le donne del PD, accanto a associazioni e Sindacati, hanno promosso il 30 marzo a Verona in occasione del congresso internazionale WCF-World Congress of Families patrocinato tra gli altri dal Ministero della Famiglia. «Saremo in tante e tanti a Verona anche da Reggio Emilia – annuncia Mori – a dire la nostra e denunciare l’azione regressiva del Governo e delle forze politiche di destra che seminano linguaggio d’odio, intimidatorio e discriminante, senza preoccuparsi di offrire politiche concrete alle famiglie ma solo di portare avanti provvedimenti ideologici contro donne e minori come il DDL Pillon.» Secondo Roberta Mori, le donne del Partito Democratico si mobilitano per affermare un’altra Italia, che si ribella alla violenza sessista e ad iniziative di legge liberticide contro le donne e la loro autodeterminazione.
La Consigliera reggiana si riferisce poi alla Risoluzione di cui è prima firmataria, assieme a colleghi del PD e della Sinistra, approvata oggi dall’Assemblea Legislativa che stigmatizza il linguaggio d’odio ormai imperante e da ultimo la postura sessista di esponenti del Governo che partecipano al WCF in programma a Verona il 29, 30, 31 marzo. Nel merito l’atto impegna la Regione a sostenere nelle sedi opportune la richiesta di revoca di ogni forma di patrocinio istituzionale al World Congress of Families -richiesta avanzata da opposizione parlamentare e associazionismo laico- e a rafforzare le proprie politiche antidiscriminatorie con progetti di educazione civica e rispetto delle diversità nel solco della Costituzione, in collaborazione con enti locali, agenzie educative, associazioni attive sul territorio, professionisti della comunicazione, per prevenire e contrastare gli attacchi violenti, verbali e non, alla dignità umana.
La Risoluzione cita solo alcuni degli episodi recenti, dagli haters sui social che hanno colpito in modo ignobile una nota cantante, al bimbo nero umiliato dall’insegnante in una scuola di Foligno, alla campagna di criminalizzazione delle donne che si avvalgono dell’IVG bollate come assassine, sino al sostegno istituzionale e alla partecipazione attiva di ministri del Governo al Congresso di Verona. «Il punto è che questo raduno ospita esclusivamente relatori che per primi si dichiarano omofobi, ideologi della famiglia naturale e che considerano le donne non come persone, ma ancelle senza alcuna autonomia tantomeno procreativa, – sottolinea Roberta Mori – per questo è inaccettabile che venga promosso e appoggiato da rappresentanti delle istituzioni.»