Proseguono le trattative da parte di Eni per la cessione di Versalis e la preoccupazione per imprese e lavoratori è forte. Sulla base di questa considerazione il PD in Regione Emilia-Romagna si muove e lo fa con una interrogazione urgente a risposta immediata (primo firmatario Paolo Calvano, con Gianni Bessi, Marcella Zappaterra, Mirco Bagnari e Manuela Rontini) presentata dai Consiglieri ferraresi e ravennati e alla quale l’Assessore regionale Palma Costi risponderà martedì mattina, 27 ottobre, durante la seduta dell’Assemblea Legislativa.

“Il quadrilatero padano, che riguarda i petrolchimici di Ravenna e Ferrara insieme a Mantova e Marghera rappresenta uno dei poli strategici a livello nazionale dal punto di vista occupazionale e produttivo” spiegano i consiglieri PD, che per dimostrarlo richiamano alcuni dati. Nel distretto di Ravenna gli addetti nel settore sono 1.615 e oltre 4.800 nell’indotto mentre a Ferrara si contano 1.700 addetti diretti e 5.200 nell’indotto. In questo contesto assume grande importanza Versalis, che occupa direttamente oltre 2.400 addetti e genera da sé un indotto da oltre 7.200 posti di lavoro.

“La Regione Emilia-Romagna da mesi si è attivata convocando un tavolo di lavoro che coinvolge istituzioni locali, parti datoriali e sindacali regionali e territoriali – richiamano Calvano, Bessi, Zappaterra, Bagnari e Rontini – ma le trattative in corso per la cessione di Versalis ci inducono a sollecitare un impegno ancora maggiore. Chiediamo quindi, con urgenza, alla Giunta come intenda attivarsi presso il Governo per verificare lo stato della trattativa di Eni e per verificare l’indispensabile Piano Industriale che la dovrebbe accompagnare”.
“Crediamo che il Governo debba considerare i poli di Ferrara e Ravenna strategici per il futuro della chimica in Italia ed in particolare per la chimica verde, quindi invitiamo la Regione a muoversi in questa direzione. Sicuramente però – concludono i consiglieri PD ravennati e ferraresi – dobbiamo pensare ad una strategia sinergica che coinvolga tutte le realtà del quadrilatero padano, perciò riteniamo opportuno che l’Emilia-Romagna coinvolga le realtà della Lombardia e del Veneto e creare un tavolo di coordinamento comune”.