“Il Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, che verrà a breve approvato dal Governo, potrebbe portare all’accorpamento di alcuni dei principali porti italiani. Cosa pensa la Giunta Regionale di un possibile accorpamento tra il porto di Ravenna e quello di Ancona? Eventualmente cosa si intende fare per salvaguardare le prospettive del porto di Ravenna, come infrastruttura qualificante per l’Emilia-Romagna?”. A chiederlo, attraverso un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, sono i consiglieri regionali PD Manuela Rontini, prima firmataria, Gianni Bessi e Mirco Bagnari.

“Il Piano Strategico è atteso da anni – sottolineano i consiglieri ravennati – ed è uno strumento molto importante attraverso il quale si potranno finalmente porre le condizioni per aiutare il sistema Italia a rafforzare i legami con le reti di trasporto dell’Unione Europea e per favorire il recupero dei traffici commerciali tra Europa e Oriente. Le ipotesi di accorpamento tra diversi porti, tuttavia, devono essere vagliate con attenzione”.

“Un eventuale accorpamento tra Ravenna e Ancona, di cui si parla insistentemente sui giornali, desta vari interrogativi: Ravenna – si legge nell’interrogazione – con le sue 10 milioni di tonnellate di rinfuse solide contro le 600 mila di Ancona, con 2,5 milioni di container rispetto ad 1milione del capoluogo marchigiano, si caratterizza come porto industriale a supporto della movimentazione delle merci di tutta la pianura padana ed oltre. Ancona, per contro, con i suoi 1,2 milioni di passeggeri rispetto ai 100 mila di Ravenna è un’eccellenza italiana del trasporto delle persone”.

“Se l’ipotesi dell’accorpamento dovesse verificarsi – concludono i consiglieri – quali azioni verranno intraprese per preservare le potenzialità operative e di crescita che il porto di Ravenna possiede in virtù, anche, della specificità del tessuto economico ed imprenditoriale della città, della regione e dell’intero bacino padano”?