Sabattini: “Serve più chiarezza sulle proposte di concordato al vaglio del tribunale fallimentare di Bologna. In ballo c’è il destino di un’azienda storica nel panorama locale e nazionale e dei suoi dipendenti” 

 

Il consigliere regionale Pd Luca Sabattini interviene ancora, con una nuova interrogazione alla Giunta regionale, in merito alla vertenza che riguarda il gruppo Ferrarini, storico marchio della salumeria italiano.

“Ci sono al momento due proposte di concordato presentate al tribunale fallimentare di Bologna. La prima è quella della cordata di Bonterre – Grandi Salumifici Italiani, Opas, HP con il sostegno di Intesa e Unicredit, che ha ricevuto l’apprezzamento di tutti gli stakeholder italiani del settore, a partire da Coldiretti e dall’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare. La seconda prevede che il prossimo proprietario dell’azienda di Rivaltella sia il gruppo Pini, sostenuto dalla società pubblica Amco e, su entrambi i soggetti, le perplessità sono diverse” richiama il consigliere dem.

“Perché ben differenti – sottolinea Sabattini – sarebbero le ricadute derivanti da quale cordata rilancerà la Ferrarini, dato che, a proposito del progetto proposto da quella facente capo a Pini, si teme una secca delocalizzazione, mentre la cordata Bonterre-Intesa Sanpaolo presenta un forte legame col nostro paese e col nostro territorio ed ha espresso l’impegno di far diventare il polo produttivo Grandi Salumifici Italiani di Reggio Emilia come il maggiore del Gruppo Bonterre. Tale soluzione, inoltre, non può che risultare più gradita ai creditori, perché Pini pagherebbe solo a fronte del successo di un piano industriale lungo 7 anni, a differenza del Gruppo Emiliano Romagnolo, pronto a mettere in campo la sua forza finanziaria, anche con fideiussioni bancarie e depositi immediati, di oltre 50 milioni”.

“Non ho mai fatto mistero, dopo aver approfondito nei mesi la vicenda, di preferire la proposta di Bonterre, perché centrata sulla valorizzazione della filiera territoriale emiliano romagnola in tutte le sue parti; ma in una competizione la cosa più importante non sono le preferenze, ma il fatto che non vi siano distorsioni e quindi penso che la Regione debba intervenire nuovamente presso il Ministero dell’Economia e Finanze oltre a quello dell’Agricoltura, richiedendo ulteriori delucidazioni. Amco, infatti, è una società finanziaria pubblica e non è ancora chiaro, anche dopo un’audizione parlamentare, come mai abbia scelto di partecipare al salvataggio della società Ferrarini sostenendo un privato, le cui principali attività economiche si svolgono all’estero, invece di rafforzare una cordata italiana di sistema, appoggiata da tutte le associazioni di categoria, che vede capofila un’eccellenza italiana come il Gruppo Bonterre e che può contare sul sostegno delle due principali banche italiane – chiarisce Sabattini, che aggiunge – Ai dipendenti di Ferrarini devono arrivare rassicurazioni. Da mesi invece giungono preoccupanti notizie secondo le quali sindacati, delegati e lavoratori sarebbero stati spinti a prendere posizione circa la crisi del gruppo e a schierarsi a sostegno di una delle due proposte messe in campo per rilevare l’azienda, precisamente la proposta Pini, quella appoggiata dalla Famiglia Ferrarini, la proprietà uscente e che continua in questo stato di incertezza a gestire l’azienda. E anche su questo aspetto, penso che le Istituzioni debbano intervenire per fare chiarezza”.