La consigliera regionale Pd Nadia Rossi commenta la storia di Laura Ceccarelli, riportata da Unibo Magazine (e disponibile al link https://magazine.unibo.it/archivio/2020/04/15/erasmus-e-coronavirus-una-studentessa-unibo-volontaria-in-ospedale-a-bruxelles )

“Laura Ceccarelli è una ragazza di Rimini, studentessa universitaria iscritta al quinto anno di Medicina e Chirurgia a Bologna, da settembre in Erasmus a Bruxelles per studio e tirocinio. La sua storia, raccontata sull’Unibo Magazine è quella che la accomuna a tanti giovani che senza nemmeno accorgersene sono passati dallo studio alla pratica, catapultati da un giorno all’altro sul campo per dare il proprio contributo nella battaglia contro il Covid-19. Nel momento in cui è scoppiata l’emergenza Laura ha deciso di restare in Belgio per unirsi ad un gruppo di studenti volontari e prestare servizio in uno degli ospedali della capitale, nello spirito della vocazione che muove la professione che ha scelto di fare. Poteva tornare in Italia, tra la sicurezza dei suoi affetti, grazie al programma di rientro predisposto dall’Università per i suoi studenti all’estero, ma ha scelto di restare, per dare il suo contributo e per poter maturare un’esperienza formativa e professionale preziosa e unica. È davvero in prima linea: con un gruppo di studenti all’Hôpital Erasme si occupa della gestione degli arrivi di casi sospetti di Covid-19, dotati di tutti i dispositivi di sicurezza necessari. Conosco Laura sin da bambina, è di Trarivi e ha frequentato la scuola elementare di San Salvatore insieme a tanti ragazzi con i quali è cresciuta; è il simbolo di una generazione spesso sottovalutata ma che non sta a guardare e che in questo periodo di emergenza mondiale ha dimostrato una maturità, una generosità e una capacità che trasmettono ottimismo per il futuro.

Talenti, come Laura o come Giacomo Gorini, giovane virologo riminese che ad Oxford insieme al gruppo di colleghi sta lavorando alla sperimentazione del vaccino che possa contribuire a debellare definitivamente questo nemico subdolo chiamato Coronavirus. In questa fase nella quale siamo impegnati a sviluppare strategie per la ripartenza, mentre progettiamo azioni per costruire il nostro futuro, non dimentichiamoci di loro, di questi talenti e competenze della nostra terra a cui dobbiamo dare l’opportunità di girare il mondo, maturare esperienze, approfondire e confrontarsi e poi tornare, per aiutare la nostra Regione e il nostro paese a crescere”.