Il settore della logistica è un comparto estremamente particolare dove, a fronte di numerose realtà rispettose di norme e regolamenti che ne disciplinano l’attività, si susseguono le notizie di gravi irregolarità che non solo rendono ancora più rischiosi e usuranti tali occupazioni, ma spesso sono materia di preoccupanti scontri sociali.

Un lavoro difficile e pericoloso quello degli addetti alla logistica, lavoro che spesso, troppo spesso, deve fare i conti con un alto tasso di infortuni sul lavoro, tanto che anche in questo caso pare improcrastinabile un serio piano di prevenzione.

Nella risoluzione che ho proposto in qualità di primo firmatario alla Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali, ho chiesto alla Giunta di concentrare l’attenzione, e le relative risorse, sulla formazione degli operatori i quali, se correttamente istruiti, sono in assoluto il miglior strumento che si può mettere in campo nel settore antinfortunistico.

Nella logistica è ormai pratica diffusa l’affidamento a terzi dei lavori di movimentazione, soprattutto nell’ottica della riduzione dei costi. Il contenimento dei costi spesso si traduce nell’impiego di lavoratori scarsamente consapevoli dell’alta specializzazione richiesta dal comparto della logistica.

Dal momento che l’Emilia-Romagna, prima Regione in Italia, nel 2014 varò la Legge regionale che definiva le disposizioni per la promozione della legalità e della responsabilità sociale proprio nel settore dell’autotrasporto, del facchinaggio e nella movimentazione merci, non ritengo solo l’appello alla Giunta di straordinaria attualità, ma credo si debba valutare l’inserimento nel prossimo Piano regionale per la prevenzione specifiche norme riguardanti il settore della logistica. Un’azione di prevenzione e vigilanza sia per combattere gli illeciti e le pratiche scorrette e pericolose, ma soprattutto per promuovere un confronto più ampio tra aziende del settore, lavoratori e parti sociali per la definizione di un documento specifico che definisca sì gli standard operativi, ma che contestualmente promuova un continuo scambio di azioni e pratiche formative, allo scopo di professionalizzare (e quindi rendere più sicuro) tutto il comparto.

Giuseppe Boschini

Per chi fosse interessato, ecco il link per visionare il testo della Risoluzione:

http://wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/oggetti/doc//X/OGAL2016018866.pdf