La Commissione Sanità ha approvato, nella seduta di ieri, la risoluzione del PD con la quale si chiede alla Giunta l’impegno a rafforzare, per quanto di sua competenza, gli strumenti per prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico, una vera e propria piaga che colpisce duramente anche l’Emilia-Romagna.

“La nostra è stata la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge, la n. 5/2013, che mobilita una rete di attori pubblici e privati tra cui istituzioni scolastiche, Enti locali, Aziende sanitarie, Terzo settore e associazioni, per disincentivare e combattere questo odioso fenomeno. Tutto ciò che sulla scorta di quella disciplina è già stato fatto, come corsi di formazione e attività di sensibilizzazione, sarà rafforzato” annuncia la Consigliera regionale Valentina Ravaioli, prima firmataria.

“Un passo avanti, a nostro avviso necessario, è quello di evitare che nei pressi di luoghi sensibili come le scuole o i centri di cura, possano esserci sale slot. A breve sarà la Conferenza Unificata, così come previsto dalla Legge di Stabilità 2016, a definire le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale. Ci adegueremo a quanto deciso in quella sede – commenta la Consigliera PD – auspicando ovviamente che sia stabilito un limite adeguato per tutelare l’utenza è più debole”.

“Confermiamo anche il nostro pieno sostegno ai Comuni che si prodigano con attività di comunicazione, regolamentazione e controllo relative alle attività delle sale slot e ricordiamo che a breve saranno oggetto di delibera le modalità di stanziamento dei 150.000 euro previsti, grazie a un emendamento al bilancio 2016 della Regione da noi proposto, al fine di sostenere le attività commerciali che decidano di dismettere le ‘macchinette’” rimarca Ravaioli.

“La questione delle ludopatie e delle conseguenze, a volte davvero gravi, che possono comportare sul piano sociale ed economico, sono di grande complessità. Non possiamo assolutamente permetterci né di banalizzarle, né tantomeno di ignorare la questione. Il nostro impegno – conclude Ravaioli – per ridurre e contrastare il fenomeno prosegue e useremo anche la strada del nuovo Testo unico regionale sulla legalità, previsto entro l’estate, per intervenire in proposito”.