“Promuovere progetti educativi finalizzati alla salute e al benessere dei ragazzi e delle ragazze, contrastare il bullismo e qualsiasi forma di discriminazione. Continuare ad operare affinché tutti i progetti in materia di educazione all’affettività e sessualità, scelti in autonomia dagli istituti scolastici, siano supportati da adeguata formazione degli insegnanti e degli educatori e siano preceduti da ampia e corretta informazione, con il pieno coinvolgimento delle famiglie”. Sono alcuni dei passaggi della Risoluzione del gruppo Pd (vedi il testo) di cui è prima firmataria la consigliera regionale PD Roberta Mori e che è stata approvata ieri a larga maggioranza dall’Assemblea legislativa.

“Nella risoluzione – sottolinea Robrta Mori – ho ricordato il forte nucleo anti-discriminatorio presente nelle più importanti Carte a tutela dei diritti fondamentali, a partire dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo dell’Onu. Documenti che circoscrivono in modo chiaro l’orizzonte di valori entro il quale dobbiamo operare, vale a dire i diritti inviolabili di ogni uomo e donna. La risoluzione si sofferma anche su una questione fonte di polemiche e fraintendimenti, specie quando viene bollata erroneamente come “teoria del gender”: mi riferisco alle tematiche inerenti il rapporto tra sesso biologico e identità di genere/ruolo sociale, che sono da decenni oggetto di corsi nelle nostre Università e possono di conseguenza trovare spazio nei percorsi formativi e scolastici, purché in modo scientificamente fondato e epistemologicamente corretto”.