Lunedì 20 luglio convegno con esponenti del governo, parlamento ed altre Regioni a un anno dall’approvazione della legge quadro. La consigliera Roberta Mori: “Le politiche di genere motore di sviluppo”

BOLOGNA – L’Emilia-Romagna è prima in Italia per presenza femminile nel consiglio regionale: le donne sono ora il 34% degli eletti, mentre erano il 22 nella precedente legislatura. E’ soltanto uno degli effetti della legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere, approvata un anno fa dall’assemblea legislativa, che ha introdotto la doppia preferenza di genere per l’elezione dei consiglieri regionali. Un risultato che si realizza in una regione dove il ruolo delle donne è da sempre molto importante, come dimostra il fatto che il tasso d’occupazione femminile (60,9%) è di molto superiore a quello italiano (46,5%) e della media dei Paesi Ue (58,5%).
La legge quadro emiliano-romagnola a pochi mesi dalla sua approvazione è diventata un punto di riferimento per molti, tanto che sta ispirando l’azione di altri consigli regionali e di alcune parlamentari che hanno avviato l’iter per realizzare un provvedimento di respiro nazionale. Lunedì mattina a Bologna, si svolgerà il convegno “Parità, motore si sviluppo per far ripartire l’Italia”, al quale parteciperanno esponenti del governo, del parlamento e di altre Regioni: un’occasione per conoscere da vicino il percorso virtuoso iniziato con la legge quadro, che nella costruzione del testo legislativo si è ispirato a una partecipazione concreta di tutti i soggetti attivi nelle politiche di genere e parità.
“Tutte le statistiche, nazionali e internazionali, dimostrano che la parità è una cartina di tornasole del grado di sviluppo sociale ed economico e pertanto le politiche di genere sono un potente motore di sviluppo e innovazione per l’economia e la società nel suo complesso – dice la presidente della commissione Parità Roberta Mori, che ha promosso e portato ad approvazione la legge quadro regionale del luglio 2014 -. L’iniziativa legislativa della Regione Emilia-Romagna dimostra che c’è piena consapevolezza di questo legame. Siamo felici che la nostra esperienza, che è in cammino e che ci impegniamo a implementare nel corso di questa legislatura, sia un esempio per realtà locali e nazionali. L’obiettivo di tutti deve essere quello di creare un quadro di riferimento nazionale per le politiche di parità, affinché le politiche di genere diventino strutturali. Un orizzonte valoriale comune nel quale innestare le iniziative locali e nazionali, che altrimenti rischierebbero di essere frammentate, inefficaci, se non addirittura contradditorie”.
L’evento di lunedì promosso in collaborazione con la Conferenza nazionale delle presidenti degli Organismi regionali di pari opportunità, che si svolge dalle 9.30 alle 13, nella sala 20 maggio 2012 della Regione, in viale della Fiera 9, sarà aperto dai saluti del presidente della Regione Stefano Bonaccini e della presidente dell’assemblea legislativa Simonetta Saliera e vedrà la partecipazione di Franca Cipriani, consigliera nazionale di parità, Valeria Fedeli, vice presidente del Senato, Giovanna Martelli, deputata e consigliera della presidenza del Consiglio per le Pari opportunità ed Emma Petitti, assessore regionale alla Parità. Gli interventi saranno aperti da Roberta Mori, presidente della commissione Parità dell’Emilia-Romagna e coordinatrice nazionale degli organismi regionali di Parità. Al dibattito interverranno anche le oresidenti degli organismi di pari opportunità di altre Regioni con l’intento di fornire un contributo di merito importante alle iniziative di governo e parlamento sulle politiche di parità partendo dai territori.

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