La risoluzione approvata impegna anche la Regione a istituire un Comitato permanente per la Pace e i Diritti umani

Un impegno concreto della Regione Emilia-Romagna nei processi di pace, per dare un ruolo da protagonista alla “diplomazia civile” messa in campo da tante associazioni, in particolare femminili, dalla cittadinanza organizzata e dalle comunità locali, ovvero i soggetti che costruiscono, ogni giorno e tutti insieme l’Europa dei diritti umani. E’ lo spirito della risoluzione a prima firma della consigliera Roberta Mori (Pd), approvata dall’Assemblea Legislativa regionale, che impegna la Giunta su tre punti precisi.

  • Il primo, “sostenere in tutte le sedi istituzionali regionali il rafforzamento del ruolo delle donne nei processi di pace e decisionali, in attuazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1325 (2000), dell’Agenda ONU e del IV Piano d’Azione nazionale che portano il nome di “Donne, Pace e Sicurezza”.
  • Il secondo, “contribuire alla nascita di una ‘Conferenza permanente europea per la Pace e i Diritti umani’, per un impiego costante delle relazioni tra i popoli, per prevenire ogni forma di conflitto armato e trovare soluzioni alternative alle guerre e alle derive autoritarie che minano la pace e la democrazia in Europa”.
  • Terzo punto, “istituire in Emilia-Romagna ‘un Comitato regionale permanente per la Pace e i Diritti umani’, che contribuisca a sensibilizzare la comunità sulla tutela dei diritti umani quale strumento di prevenzione dei conflitti; sostenendo le associazioni locali, in particolare di donne, che stanno operando per la pace e la dignità umana, per contrastare ogni tipo di violenza e sopraffazione basata sul genere e la violenza sessuale, nell’ambito della consolidata programmazione regionale di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario”.

“E’ un impegno urgente e che ci compete – afferma la Consigliera Pd e portavoce regionale delle Donne Democratiche –, in un momento in cui i negoziati per riportare la pace in Ucraina e in Europa sono in stallo e, soprattutto, la tragedia di questa guerra rende sempre più oscuri e minacciosi gli scenari internazionali.” Secondo Roberta Mori, rafforzare il ruolo delle donne nei processi di pace e decisionali è fondamentale, “perché le donne, le ragazze e i minori sono le prime vittime della guerra e perché i report dell’Onu dimostrano, dati alla mano, che la partecipazione delle donne ai negoziati aumenta la loro durata e sostenibilità”.

“L’approvazione di oggi significa che l’Emilia-Romagna non si rassegna all’approccio patriarcale e aggressivo che sta dominando il mondo e che, purtroppo, miete sempre più vittime civili ogni giorno che passa – conclude la consigliera dem –. Ci impegniamo a realizzare dal basso un cambio di paradigma che, al posto delle armi, faccia contare la tutela dei diritti umani e l’empowerment dell’umanità oppressa e perseguitata”.