Carceri, Mumolo: “Stop al sovraffollamento e sia garantita tutela salute e vicinanza detenuti minori a famiglia”. Il consigliere chiede anche che si trasferiscano madri e figli piccoli in case famiglia protette

 

“L’emergenza da Coronavirus ha ridotto i diritti, anche sanitari, dei detenuti. Il sovraffollamento carcerario e la carenza di personale medico-sanitario sono un serio problema. E’ recente l’allarme dei sindacati sul fatto che al carcere della Dozza di Bologna siano presenti appena 4 medici per 800 detenuti”. Così il consigliere regionale del Pd, Antonio Mumolo, commentando la relazione presentata in Aula da Marcello Marighelli, Garante regionale uscente per i diritti dei detenuti.

Mumolo evidenzia, però, altri due punti importanti. “Nelle carceri dell’Emilia Romagna, già sovraffollate, non viene rispettato il principio di territorialità ovvero vengono detenute persone che arrivano da altre regioni e questo crea problemi ulteriori ai reclusi, ai loro parenti, ai loro avvocati e al personale degli istituti”. “Questo problema c’è anche nel carcere minorile del Pratello di Bologna, che sono andato a visitare, dove si vuole passare da 25 a 50 posti – spiega il consigliere dem – per accogliere anche i minori detenuti che vengono da altre regioni. Ritengo sia profondamente sbagliato e dannoso impedire ai ragazzi di poter stare vicino ai loro familiari”.

Mumolo stigmatizza anche la presenza di neonati in carcere con le madri e chiede che “si provveda in tempi brevi a trasferire madri e figli minori in case famiglia protette, strutture esistenti e già finanziate, per fare in modo che i bambini non debbano subire l’esperienza del carcere”.