Nadia Rossi boccia il grande impianto eolico off-shore davanti alla costa di Rimini: “Non esiste compromesso tra paesaggio ed energie rinnovabili: la svolta green non passa da ecomostri come il parco eolico”

 

“Penso alla fila di 51 piloni e pale che spuntano all’orizzonte della costa riminese. A voler essere sarcastici e rubando una celebre espressione del grande Tonino Guerra, difficile pensare che ‘vincerà la bellezza’ se mai il progetto del parco eolico sulla costa riminese, così come pensato, dovesse realmente andare avanti. Così si va solo a devastare irrimediabilmente il paesaggio, con conseguenze economiche altrettanto pesanti per turismo e pesca. Se questa centrale ‘s’ha da fare’, che si trovi una localizzazione alternativa o si riveda radicalmente il progetto. Auspico in ogni caso un coinvolgimento preventivo e fattivo della Regione”.

La consigliera regionale dem Nadia Rossi è intervenuta oggi pomeriggio in Commissione Politiche Economiche  per spiegare le ragioni del no al progetto del grande impianto eolico off-shore che dovrebbe realizzarsi di fronte alla costa di Rimini.

“Sinceramente fatico persino a definirlo ‘parco’, parola che stride con l’impianto che nelle intenzioni si vuole piazzare davanti alla nostra costa  – prosegue la consigliera – Gli stessi rendering progettuali, seppur abbozzati, ne rendono perfettamente l’idea: è un impianto che nasce già vecchio, che forse poteva essere innovativo vent’anni fa, troppo impattante sotto ogni punto di vista. Un ecomostro che oltre a rappresentare uno scempio al nostro paesaggio, nei fatti renderebbe vani i corposi investimenti dei territori e della Regione sulla rigenerazione urbana, la riqualificazione sostenibile, la trasformazione dei lungomari. La trovo una assoluta incongruenza”.

“Non mi stupisce dunque che si sia alzato un coro di no anche da parte di ambientalisti e di coloro più sensibili ai temi legati alla sostenibilità e allo sviluppo green. – prosegue Rossi – Qui infatti non è in discussione il tema della della transizione energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili, che rappresenta la strada da percorrere per uno sviluppo sostenibile. Quello che è inaccettabile è che si voglia sacrificare il paesaggio sventolando la bandiera dell’energia green. Non si può scendere a compromessi. Sottoscrivo dunque i toni lapidari usati da molti amministratori locali per stroncare questo progetto. E a poco serve ridurre gli aerogeneratori da 59 a 51 e allontanare la centrale di meno di un miglio dalla linea di costa rispetto al progetto originale, così come proposto dalla Società: il risultato non cambierebbe affatto. Si possono e si devono valutare tecnologie più all’avanguardia e altre soluzioni per produrre energia pulita a basso impatto, prendendo spunto dalle tante esperienze sviluppate in Europa e anche nel nostro Paese”.

“Ogni tipo di riflessione sulle fonti energetiche infatti deve essere contestualizzata rispetto all’idea di società che si ha per il futuro e collocata in una programmazione strategica: occorre inserire il ragionamento sulla transizione verso le energie alternative, incluse quelle sull’eolico, e sull’uso delle diverse fonti, nel quadro di un piano energetico nazionale applicato ai territori, che comprenda scelte coerenti sulla pianificazione urbanistica, trasportistica, di mobilità. La svolta green passa dalle abitudini del quotidiano, dai comportamenti individuali, dall’efficientamento energetico degli edifici, dalla riduzione degli sprechi, dalla rigenerazione urbana sostenibile, aspetto su cui il territorio riminese e la Regione stanno investendo con convinzione”.

“Non da ultimo – aggiunge Rossi – faccio mie le preoccupazioni più che giustificate le critiche delle categorie del turismo e della cooperativa dei lavoratori del mare per le conseguenze sull’attività della pesca, di cui si parla troppo poco. La realizzazione del progetto entro le 12 miglia determinerebbe infatti una fortissima diminuzione degli aerali di pesca, in una cornice costiera già assoggettata a restrizioni e vincoli, e avrebbe certamente ricadute sulla sicurezza della navigazione delle imbarcazioni. “Ecco perché è indispensabile approfondire il rapporto dei costi e dei benefici, valutare il reale impatto della centrale eolica sull’economia turistico-balneare, sulla pesca e sul diporto nautico. Mi auguro che da parte dei ministeri dei trasporti, dello sviluppo economico e dell’ambiente ci sia un coinvolgimento preventivo e fattivo della Regione – conclude Rossi – per fare le opportune valutazioni. La salvaguardia del turismo e delle nostre bellezze paesaggistiche è una priorità”.