Il commento del consigliere regionale del Pd Gianni Bessi ai benefici che le famiglie dell’Emilia-Romagna potranno trarre, già a partire dal prossimo anno scolastico (2018-2019)

 

A Ravenna ci sono 130 servizi per 2.906 iscritti ai servizi educativi per i più piccoli. Frequentare un asilo nido nei primi mille giorni di vita, ossia da 0 a 3 anni, è un investimento sul loro futuro. I nidi sono un servizio molto importante, individuato come fondamentale anche dall’Unione Europea, e sono presenti fortunatamente su tutto il territorio regionale dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo buona parte delle famiglie. È utile sottolineare che il peggioramento delle condizioni socio-economiche delle famiglie durante la crisi economica ha reso l’accesso al nido più complesso ma ancora più indispensabile. È importante la scelta politica della Regione che ha deciso di puntare su rette più contenute, liste d’attesa ridotte e maggiore qualità dei servizi per quella fascia di età così delicata, già dal prossimo anno scolastico (2018-2019), grazie ai fondi che il ministero dell’Istruzione ha destinato alla regione. 20 milioni di euro (quindi quasi il 10% sul totale dei 209 complessivamente disponibili) provenienti dal Fondo nazionale relativo al sistema integrato di educazione e istruzione. Le risorse si sommeranno a quelle che ogni anno la Regione stanzia per la qualificazione dei servizi educativi: soltanto considerando il 2017, 7 milioni di euro. A livello territoriale, le risorse che arriveranno a Ravenna sono 1.752.987 euro.

Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna è rappresentato da nidi d’infanzia, che possono accogliere bambini in età 3 – 36 mesi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, organizzati con modalità diversificate in riferimento ai tempi di apertura (tempo pieno e part-time) e alla loro ricettività; dai servizi domiciliari organizzati in piccoli gruppi educativi; infine, da quelli integrativi, come lo Spazio bambini e i Centri per bambini e famiglie. I bambini che frequentano i nidi, come mostrano i dati di uno studio della Fondazione Agnelli pubblicati su La Repubblica, risultano più bravi a scuola, più socievoli, più autonomi ma anche più capaci di concentrarsi, più creativi nel gioco, più aperti verso i compagni.

Gianni Bessi 

Consigliere regionale del PD