Approvata martedì in Assemblea legislativa la nuova legge regionale sulla pesca nelle acque interne.

Rafforzamento della vigilanza, inasprimento delle sanzioni contro la pesca di frodo, valorizzazione del ruolo dell’associazionismo, snellimento burocratico: questi i capisaldi del provvedimento, che va a modificare la precedente legge del 2012.

“Il testo – spiega il Consigliere regionale Mirco Bagnari – contiene varie innovazioni. Dal punto di vista della valorizzazione delle associazioni tra pescatori, ad esempio, non solo ne prevede la partecipazione ai tavoli di concertazione ma anche un maggiore coinvolgimento nelle attività gestionali, come nel caso dei ripopolamenti. Notevoli sono anche i cambiamenti in materia di snellimento burocratico, con l’eliminazione, per i pescatori professionisti, dell’autorizzazione regionale all’esercizio dell’allevamento ittico, che sarà ricompreso all’interno dell’autorizzazione sanitaria.”

“Al centro della nuova legge – precisa il Consigliere PD – c’è, però, il contrasto al bracconaggio ittico, un fenomeno sempre più diffuso che sta creando gravissimi danni all’ambiente e al patrimonio ittico dei nostri fiumi. D’ora in avanti saranno vietati e sanzionati dal tramonto all’alba la pesca, fatta eccezione per i pescatori professionali in possesso della necessaria autorizzazione, e il trasporto del pesce, nel tentativo di porre fine alle razzie notturne. Inoltre, saranno vietati il trasporto, lo scambio e la vendita di pesci, anfibi e crostacei autoctoni di acqua dolce vivi, se provenienti da acque pubbliche, eccezione fatta per l’anguilla. Questo, nel tentativo di evitare il saccheggio delle specie pregiate. Alla Legge seguirà in tempi brevi un regolamento che ne specificherà i contenuti. Per quanto riguarda l’applicazione delle sanzioni, questa funzione rimane in carico alle Province e alla Città metropolitana di Bologna; a chi commina le sanzioni, spetta inoltre l’introito dei proventi. I controlli sono svolti dalla polizia provinciale che può, inoltre, autorizzare e coordinare attività di vigilanza ittica da parte di volontari.

Il bracconaggio ittico – continua Bagnari –  è un fenomeno molto pericoloso, non solo dal punto di vista ambientale ma anche perché crea un ingente danno economico. Grazie a questa legge facciamo un passo avanti per combatterlo, in particolare attraverso l’introduzione di sanzioni fino a 12 000 euro.”