Si è tenuta ieri la seduta congiunta delle Commissioni Politiche Economiche e Bilancio dell’Assemblea Legislativa per fare il punto sul piano industriale di BolognaFiere.

Una giornata molto importante per la Società Fiere di Bologna perché ha coinciso anche con l’inaugurazione di EIMA (Esposizione Internazionale Macchine Agricole e per il Giardinaggio), il cui successo in termini di presenze e arrivi ha aperto le prospettive per un contratto tra BolognaFiere e EIMA per la prosecuzione del rapporto fino al 2030.

Il successo di EIMA, aggiungendosi ad altre esperienze d’eccellenza, come il CERSAIE, SANA, Cosmoprof e il ritorno del Motorshow, contribuisce ad aumentare la rilevanza del polo fieristico bolognese nel contesto nazionale ed internazionale. A questo proposito, basti pensare che BolognaFiere occupa il secondo gradino del podio per la rilevanza fieristica nazionale, seconda solo alla Fiera di Milano.

Una rilevanza testimoniata dai numeri -oltre 100 mila metri quadri di superficie espositiva e oltre 100 milioni di euro di fatturato annuo- e dall’impatto positivo sul territorio, stimato in circa 900 milioni di euro all’anno.

“Il ruolo strategico di BolognaFiere per l’attrattività e la promozione del sistema economico regionale non può però essere dato per scontato – commenta Luciana Serri, Presidente della Commissione Politiche Economiche della Regione Emilia Romagna – Un’economia sempre più globale significa che si allarga sempre più la platea di competitor delle Fiere di Bologna: non solo in Europa o in America, ma sempre più anche in Asia. Per riuscire a vincere una competizione sempre più agguerrita e qualificata tra le diverse fiere mondiali e aggiudicarsi le manifestazioni più qualificate e attrattive, occorre proseguire l’azione di qualificazione del sistema fieristico bolognese, agendo sulla qualificazione degli elementi strategici: logistica, servizi, relazioni, risorse umane.”

Le Commissioni hanno analizzato i contenuti del piano industriale sui 4 assi portanti della competitività di BolognaFiere: il network Cosmoprof, il business connesso all’utilizzo del quartiere fieristico, la fornitura di allestimenti fieristici e l’attività congressuale.

Il quartiere fieristico, rappresentando il fulcro e l’immagine del Gruppo, necessita degli investimenti in strutture sia immobiliari sia tecnologiche per rispondere alle esigenze logistiche e di marketing richieste dal mercato, individuate in 94 milioni di stanziamenti previsti nel piano industriale. Accanto a questo, la fornitura di allestimenti fieristici e l’attività congressuale costituiscono sempre più un importante potenziale sviluppo per BolognaFiere. Per quello che riguarda il network Cosmoprof, uno degli elementi di maggior rilevanza nel bilancio di BolognaFiere, sono maturi i tempi per ampliare le relazioni e le iniziative all’estero, rafforzando, di conseguenza, l’immagine internazionale di BolognaFiere.

Componente fondamentale per la riuscita del piano industriale della Fiera di Bologna è rappresentato dalle risorse umane.

“A questo proposito, la Commissione segue da tempo e con molta attenzione l’evoluzione del piano occupazionale e ritiene fondamentale scongiurare la perdita di esperienze e professionalità – continua Luciana Serri – La presenza di un tavolo tra le rappresentanze dei lavoratori e i vertici di BolognaFiere portato avanti in parallelo con il piano industriale, deve essere considerato come un elemento fondamentale per valorizzare dipendenti di BolognaFiere all’interno delle strategie che guideranno il suo sviluppo nel futuro”.

Le Commissioni in seduta congiunta hanno anche espresso parere favorevole al progetto di legge regionale sulla ricapitalizzazione di BolognaFiere, un’operazione che si inserisce nel percorso di sviluppo e qualificazione del polo fieristico, prevedendo, tra l’altro, la promozione di una sempre maggiore integrazione con le Fiere di Parma e di Rimini per rafforzare l’attrattività del sistema regionale nel suo complesso.