Prevenzione della violenza di genere dal punto di vista educativo e culturale, rafforzamento delle misure di protezione delle donne e sostegno più significativo dei Centri antiviolenza e, ancora, istituzione di un Osservatorio regionale per monitorare in modo esatto le dimensioni del fenomeno e presa in carico da parte dei Servizi degli uomini maltrattanti, in particolare per ridurre il rischio di recidiva. Sono queste le principali misure del Piano regionale contro la violenza di genere della Regione Emilia-Romagna, approvato dall’Assemblea Legislativa dopo un lungo percorso di confronto con i Centri, le Ausl, rappresentanti associativi e degli Enti locali.

Il Piano è stato approvato a maggioranza, senza alcun voto contrario.

“Sono felice di un risultato che va ad attuare molte norme della Legge quadro regionale 6/2014 – dichiara nel suo intervento in Aula la consigliera Roberta Mori, già “madrina” della legge per la parità nella scorsa legislatura – e sono certa che, proprio grazie al coinvolgimento delle operatrici e operatori che abbiamo realizzato in tutti i territori, questo Piano sarà applicato pienamente anche nei suoi aspetti più innovativi.” Il riferimento è in particolare ad un bando della Regione previsto entro l’estate, che per la prima volta sosterrà i progetti territoriali di prevenzione, formazione, educazione e sensibilizzazione contro le discriminazioni di genere e le diverse forme di abuso che colpiscono migliaia di donne in regione ogni anno.

“Nel Piano approvato parliamo di un fenomeno strutturale, figlio soprattutto di ignoranza e vecchi stereotipi – ha sottolineato il Presidente del Gruppo PD Stefano Caliandro – che, accanto a misure concrete che diano risposte all’esigenza di sostenere e aiutare le donne che subiscono violenza, richiede una vera e propria rivoluzione culturale. Sono felice che, col voto di oggi, possiamo dare un segnale forte e chiaro in questa direzione”.

“L’Emilia-Romagna va oltre gli obiettivi di tutela del Piano nazionale antiviolenza – sottolinea la presidente della Commissione Parità regionale – perché costruirà una efficace rete di prevenzione sul territorio e finanzierà i progetti con risorse adeguate, oltre 2 milioni di fondi sia regionali che statali già annunciati dall’assessora al Bilancio e Pari Opportunità Emma Petitti.”

In collaborazione con l’ufficio scolastico regionale saranno dunque messi in campo programmi educativi nelle Scuole di ogni ordine e grado, inoltre verranno incentivate le azioni di sensibilizzazione che coinvolgono più competenze e soggetti pubblici e privati, promosse campagne di comunicazione rivolte a giovani, uomini e stranieri. Al centro vi sarà la formazione adeguata di tutti gli operatori/trici che, nei diversi ambiti, entrano in contatto con la violenza di genere, così come l’informazione sempre più diffusa alle donne sugli strumenti di tutela, compreso l’elenco puntuale e aggiornato di tutti i centri antiviolenza e sportelli di assistenza e ascolto. Un potenziamento dei servizi e protocolli sanitari che prendono in carico gli autori di violenza permetterà di agire sulle recidive e darà un contributo a prevenire casi di femminicidio.

Aspetti altrettanto essenziali riguardano il sostegno concreto alle donne vittime di violenza nel loro percorso di autonomia e sicurezza, la qualificazione e il supporto alla rete di servizi e di aiuto, l’istituzione di un osservatorio sul fenomeno che finalmente offra dati certi su cui calibrare gli interventi e dia conto della loro efficacia nel tempo.