La consigliera regionale Marilena Pillati ha presentato una Risoluzione chiede di non abbassare la guardia sulle misure di conciliazione per alleggerire il lavoro di cura che grava prevalentemente sulle donne

 

“La riapertura di nidi e materne, delle scuole primarie e di quelle secondarie è un fatto che accogliamo con felicità e contemporaneamente con una grande attenzione alla sicurezza e al problema non risolto del peso della cura che grava sulle donne”.

“I provvedimenti di sostegno finora previsti dal Governo non ci sembrano sufficienti” spiega Marilena Pillati, consigliera regionale Pd che in Assemblea legislativa ha presentato una risoluzione, approvata con 36 voti favorevoli e 2 astenuti, a riguardo.

“Il tema di come sostenere le famiglie e in particolare le donne con strumenti di conciliazione, certamente cruciale con le scuole chiuse, non viene meno con la loro riapertura. Chi ha figli sa bene che, anche con i nidi e le scuole in presenza, si devono mettere in conto sospensioni della frequenza per eventuali infezioni da Covid-19 o quarantena. Il governo, anche su sollecitazione di questa Regione, ha già dato una risposta importante prevedendo a marzo oltre 280 milioni di euro per misure di conciliazione a favore dei genitori che lavorano”.

A disposizione di chi ha figli conviventi minori di anni 14 sono previsti uno o più bonus per servizi di baby sitting per complessivi 100 euro settimanali ma solo per specifiche categorie di lavoratori; sono, infatti, escluse le famiglie in cui almeno uno dei genitori, quasi sempre la donna, può svolgere la propria attività attraverso lo smart working.

“Il provvedimento configura implicitamente il lavoro agile come una misura di conciliazione e non come una modalità di lavoro – è la posizione di Pillati – Con la nostra risoluzione chiediamo che il Governo estenda la platea dei beneficiari dei congedi parentali, del bonus baby sitting e di altri strumenti di conciliazione eventualmente introdotti, riconoscendoli anche ai genitori che possono usufruire dello smart working ed estendendoli oltre il 30 giugno per favorire l’iscrizione di bimbi e ragazzi ad attività estive. Urgente inoltre accelerare con INPS per l’erogazione dei contributi”.

“Nonostante l’auspicio di tutti è che le scuole da qui in avanti non debbano più rinunciare alle attività in presenza e che per questo debba essere massimo l’impegno di tutti, reputiamo però – sottolinea in conclusione Pillati –che serva un protocollo di Regioni e Governo,  che definisca tempi e modalità da agire nelle situazioni di emergenza sanitaria future che comportino restrizioni alle attività scolastiche in presenza, per garantire una chiara e corretta informazione alle istituzioni scolastiche e alle famiglie, utili a permettere alle  famiglie stesse di organizzarsi per gestire al meglio l’emergenza e conciliare le diverse esigenze tra la cura dei figli e il lavoro”.