«Una legge regionale che promuova una sperimentazione del reddito minimo di cittadinanza: è l’impegno della Regione Emilia Romagna per contrastare le vecchie e nuove povertà e tutelare la dignità della persona. Una misura di inclusione sociale capace di dare forza contrattuale sul mercato a chi oggi ne è totalmente privo». A comunicarlo Silvia Prodi, tra i firmatari dell’odg approvato a maggioranza nei giorni scorsi in Regione. L’atto d’indirizzo, presentato da Pd, Sel e AltraER e fortemente sostenuto dalla consigliera PD, impegna la giunta a potenziare dal prossimo bilancio di previsione gli strumenti di contrasto alla povertà, «anche con appositi e innovativi interventi di sostegno al reddito, promuovendo la sperimentazione di forme di reddito minimo garantito», e a stimolare il governo nazionale «nella predisposizione di una normativa in tema di reddito minimo garantito», come si legge nella risoluzione.

«Sono misure necessarie dovute all’aumento vertiginoso del numero di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà anche in Emilia Romagna – spiega Prodi – dove la disoccupazione coinvolge 185.000 persone, con una percentuale dell’8,4%. In attesa di una legislazione nazionale, è doveroso che la Regione, per quanto di sua competenza, introduca provvedimenti legislativi in grado quanto meno di evitare l’acuirsi del fenomeno, che da economico si sta trasformando in crisi sociale.
L’attenzione al tema del lavoro e dello sviluppo è prioritaria per l’Emilia Romagna. Dalla crisi si esce solo con il lavoro e solo garantendo il diritto delle persone a partecipare attivamente alla crescita della comunità».