La dichiarazione del Consigliere Regionale modenese Giuseppe Boschini.

Trovo coraggiosa la scelta del Sindaci dell’Area Nord di non chiudere la porta all’arrivo di richiedenti asilo nelle terre colpite dal terremoto. Non facile, ma coraggiosa. E coerente coi valori dimostrati tante volte da quelle terre. Che hanno dato e ricevuto un mare di solidarietà. Quella che non sempre riceve oggi in Europa chi scappa da fame e guerra.
L’arrivo di migranti è un fenomeno epocale. Durerà anni e anni. Non lo si cancella urlando qualche slogan. Dobbiamo invece imparare a gestirlo. E farne una opportunità, minimizzandone i problemi. Che oggi ci sono, indubbiamente, e derivano dal non avere una politica di accoglienza e integrazione razionale e organica, a livello europeo e nazionale. Ma gestire bene il fenomeno non è impossibile. Un esempio? Il Canada, che non alza muri, fissa quote di concerto coi territori, e poi affianca gli enti locali nell’integrazione lavorativa e sociale dei nuovi venuti. Perché accoglienza non è piazzare degli stranieri spaesati per mesi e mesi dentro una struttura dismessa. Accoglienza è insegnare una lingua, è permettere di integrarsi nel territorio e nella cultura locale, soprattutto è accompagnare, seguire, controllare e non lasciare a sé stesse queste persone. Come troppe volte è avvenuto, anche dalle nostre parti.
Mi pare che il Governo, col Ministro Minniti, stia andando in questa direzione: varato in queste ore il Decreto per accelerare i controlli, organizzare i centri per il rimpatrio di chi entra senza titolo, e rendere possibile il lavoro socialmente utile per i richiedenti asilo. Strumento di integrazione molto potente: perché pulire un parco, o riverniciare una panchina, magari insieme a dei volontari, ti aiuta a imparare l’italiano, ti porta a conoscere la comunità, e a restituirle qualcosa. E magari rende un po’ meno “alberghiera” e meno “paurosa” quella permanenza. (E, sia detto tra parentesi, forse pochissimi sanno che a Modena questo si fa già da mesi con successo: cito ad esempio, tra i tanti, i volontari del Comitato anziani di S.Agnese. Ma i fatti postivi, sappiamo, non fanno molta notizia).
E’ un demagogo chi invece alza i muri. Chi gioca con i timori della popolazione, certamente da ascoltare con grande attenzione e sul serio. Ma non da esacerbare ad arte. Ancor più demagogico farlo, come Salvini, in nome di comunità che non sono le sue, che non conosce, e che frequenta solo quando deve fare qualche comparsata televisiva. Usandole come un fondale per una recita.
Penso che se i sindaci non hanno alzato le barricate lo hanno fatto in modo responsabile. Hanno dimostrato capacità e responsabilità nel terremoto: mi sembra ingeneroso non riconoscergliela ora. E’ facile giocare con le preoccupazioni e la paura. Ma è più serio chi -anche questa volta- affronta i problemi con calma, un passo alla volta. Infatti è stato chiesto alla Prefettura di lavorare insieme, con gradualità, di dare attenzione ai problemi di sicurezza del territorio…
I Sindaci non hanno spalancato un buonismo irrazionale. Hanno aperto, col cuore, e con la testa. Di fronte all’ennesima occasione in cui poter dimostrare che, come sul terremoto, la Bassa non ha paura, la Bassa guarda in faccia la storia, la Bassa ce la fa. Penso che questo, il Sindaco di Finale, col suo “muro” alzato, non l’abbia capito. Ora ci dimostri coi fatti e con le delibere che, rifiutando i profughi, la ricostruzione nel suo comune viaggia più veloce che negli altri.