“Norme per la promozione e il sostegno delle Pro loco” è il titolo del progetto di legge sottoscritto da numerosi consiglieri del Pd – primo firmatario Giuseppe Paruolo – e da consiglieri dei Gruppi Ln, Fi e Fdi-An.

Il documento si compone di 11 articoli e parte dal riconoscimento del ruolo delle Pro loco (oltre 6.000 in Italia, circa 300 in Emilia-Romagna), puntando a una normativa specifica di valorizzazione e regolamentazione, finalizzata a renderle strumenti “di preziosa collaborazione con gli Enti territoriali nell’ambito turistico”. La L.r. 27/1981 riconosceva queste Associazioni di promozione sociale (Aps) quali strumenti di promozione dell’attività turistica di base, istituendo un Albo regionale delle stesse; quella legge è stata in seguito riassorbita nelle previsioni generali della L.r. 34/2002 (“Norme per la valorizzazione delle associazioni di promozione sociale”).

Il progetto di legge si prefigge di valorizzare l’esistente e di “implementare le possibilità insite in questa ormai radicata alleanza” fra Pro loco ed Enti locali, “per dare organicità e migliori strumenti ad un sistema di governance multilivello dei sistemi turistici di base”.

L’articolo 2 dispone che l’ambito di intervento delle singole Pro loco coincida con quello comunale o con quello dell’Unione di Comuni; per ambiti subcomunali, è prevista la creazione di specifici comitati di iniziativa locali. L’articolo 3 si sofferma sulle attività peculiari che connotano le Pro loco, volte alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, culturale, folkloristico, sociale ed ambientale del territorio e dei prodotti tipici, all’incentivazione di un movimento turistico sostenibile e rispettoso dei beni comuni, all’accoglienza turistica ed alla promozione di attività ricreative ed educative in ambito turistico, rivolte alla popolazione locale. Le Pro loco dovranno iscriversi in un’apposita sezione del registro delle Aps, e tale iscrizione sarà necessaria per designare il rappresentante delle associazioni nei casi stabiliti dalla legge, per accedere ai contributi, per gestire gli uffici di accoglienza turistica e per stipulare convenzioni con le amministrazioni locali.

L’articolo 5 è dedicato al riconoscimento delle Unioni e Associazioni di Pro loco maggiormente rappresentative a livello regionale: si tratterà di organismi di coordinamento tra le Pro loco, che verranno consultati nella fase di organizzazione dell’offerta turistica regionale; inoltre, la Regione potrà definire accordi di collaborazione relativamente a progetti di portata interprovinciale, regionale o interregionale.

Nell’articolo 6, invece, si prevede la stipula di Convenzioni con le Pro loco da parte di Comuni ed Unioni di Comuni, indicando che questo avvenga sulla base di uno schema omogeneizzatore, diffondendo modalità uniformi nei rapporti fra Comuni e Pro loco sul territorio regionale. Queste Convenzioni dovranno fissare i criteri e le modalità di organizzazione di eventi turistici locali, di gestione degli uffici per l’informazione e l’accoglienza dei turisti e delle attività di promozione sociale verso soggetti terzi, nonché per l’utilizzo a titolo gratuito di locali ed attrezzature del Comune. Se permanessero più Pro loco in un territorio comunale, sarà il Comune o l’Unione, attraverso una valutazione comparativa delle caratteristiche delle diverse associazioni, a determinare di volta in volta le più idonee.

Ancora, l’articolo 7 intende regolare l’aspetto dei contributi, ribadendo la partecipazione delle Pro loco ai bandi previsti dalla L.r. 34/2002 e introducendo la previsione di ulteriori, specifici bandi, legati alle specifiche attività turistiche. E la disposizione transitoria dispone che le Pro loco già iscritte al registro regionale della legge 34 siano iscritte d’ufficio al nuovo Albo, salvo espressa rinuncia.