In sede di commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali l’assessore al Bilancio e riordino istituzionale, Emma Petitti,ha svolto la prima illustrazione della proposta di legge della Giunta – licenziata l’8 giugno e composta di 86 articoli – sulla “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni”. La commissione ha nominato Marcella Zappaterra (Pd) relatrice di maggioranza e Pompignoli (Ln) relatore di minoranza. L’esame del provvedimento inizierà in commissione la prossima settimana, ai primi di luglio sono previste le audizioni dei soggetti interessati.

“Semplificazione, razionalizzazione e protagonismo dei territori”: Petitti ha riassunto così gli obiettivi del riordino istituzionale, in attuazione della Legge 56/2014, la cosiddetta “legge Delrio”. “Semplificare i livelli istituzionali senza abbassare la qualità dei servizi ai cittadini, e garantire la piena sostenibilità finanziaria e organizzativa del processo che si sta avviando, con il costante coinvolgimento degli Enti locali, dovranno essere le architravi. Non ci si vuole limitare a un semplice adeguamento alle innovazioni ordinamentali apportate dalla Legge 56/2014- ha sottolineato- ma costruire un modello utile per una rinnovata e più efficace governance territoriale”. Oltre ai 31 milioni di euro per le funzioni delegate, “la Regione per il 2015 ha stanziato una quota aggiuntiva di 28 milioni. La legge nazionale prevede che la mobilità del personale vada gestita entro il 31 dicembre 2016, ma la Regione opererà affinché questa fase sia più breve, e possa concludersi già entro il 2015”.

Uno dei passaggi più delicati attiene alla sorte del personale delle Province. Petitti ha affermato che verranno “garantiti i livelli occupazionali” e che i 3.966 dipendenti attuali verranno così suddivisi: 1.871 rimarranno nelle nuove Province; 1.022 passeranno alla Regione (considerando anche Arpa, Protezione civile, Parchi) per lo svolgimento di funzioni regionali in materia di agricoltura, ambiente e formazione; 70 sono già state ricollocate presso i Comuni; 399 si prevede vadano in pensione entro il 31 dicembre 2016; infine, circa 600 dipendenti delle attuali Province esercitano funzioni statali (Polizia e Centri per l’impiego) che saranno successivamente normate.

“È necessario un presidio politico, definito come Conferenza interistituzionale, per gestire al meglio questa fase transitoria”, ha aggiunto l’assessore, “e fare avanzare i processi di integrazione amministrativa e territoriale”. Il progetto di legge della Giunta “investe sulle Unioni dei Comuni e sulle fusioni fra Comuni (nel Programma di mandato si pone l’obiettivo di ridurre a 300 i Comuni emiliano-romagnoli entro il 2020), e sulla Città metropolitana di Bologna, che svolgerà un ruolo fondamentale per l’intero territorio regionale”. Petitti ha chiarito che si sta procedendo “per potenziare le Agenzie regionali”, e che la Giunta favorirà “la sperimentazione delle aree vaste interprovinciali, da avviare dove e quando i territori lo vorranno per definire nuovi ambiti ottimali nella gestione dei servizi, utilizzando lo strumento della convenzione. Si può aprire così- ha sottolineato l’assessore- una nuova prospettiva, che passerà dal policentrismo alle aree vaste interprovinciali”.

A questo risultato, che ora passa all’esame dell’Assemblea legislativa, la Giunta è pervenuta dopo “un proficuo coinvolgimento degli Enti locali, sancito con il Patto del 2 maggio 2015, e con l’accordo sottoscritto il 22 maggio scorso con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, a garanzia di tutto il processo di mobilità del personale”.