Il risparmio idrico in agricoltura è al centro della risoluzione presentata dalla consigliera Luciana Serri in Regione Emilia-Romagna. “Fin dagli anni ’70 l’Emilia-Romagna ha dedicato una grande attenzione alle tematiche del corretto utilizzo dell’acqua in agricoltura – spiega Serri –. Considerato che dal 2006 ad oggi si sono susseguiti numerosi periodi di siccità, che hanno provocato gravissimi danni all’agricoltura è necessario un impegno costante che garantisca risposte concrete al settore, anche provvedendo alla carenza di risorse idriche da destinare all’irrigazione. Per questo ho chiesto alla Giunta regionale di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi le iniziative finalizzate al contenimento dei fattori che sono alla base del cambiamento climatico. Ho chiesto di proseguire l’impegno a tutela delle risorse idriche anche rafforzando un serie di iniziative di carattere interregionale volte alla definizione ed alla attuazione di misure finalizzate al coretto utilizzo della fondamentale risorsa rappresentata del Fiume Po. Inoltre è necessario sostenere concretamente iniziative finalizzate al miglioramento delle capacità di adattamento dei sistemi agricoli alle mutate condizioni climatiche; rafforzare le misure finalizzate al risparmio idrico, confermando ed implementando, ove possibile, gli sforzi per ottenere una piena razionalizzazione del settore, in grado di sfruttare al meglio le quantità disponibili quando ed ove disponibili, operando per la loro conservazione e per la compatibilità delle attività umane con l’ambiente. Cito il lavoro dei GOI, Gruppi Operativi per l’Innovazione, persone che si riuniscono per lavorare insieme, per trovare soluzioni concrete ad un problema o per sviluppare un’idea innovativa nell’ambito di un progetto finanziato dal Programma Europeo di Sviluppo Rurale. Infine, impegno la Giunta a richiedere, unitamente ad un maggior coinvolgimento delle Regioni nella definizione e nella gestione delle politiche di contrasto al cambiamento climatico, un significativo incremento delle risorse nazionali destinate a questa sfida di fondamentale importanza per il futuro della produzione di cibo”. La consigliera rimarca: “per ottenere risultati concreti è necessario destinare a queste iniziative una quota particolarmente significativa di risorse umane, strumentali ed economiche”.